Le COOP hanno fame di farmacie
Il decreto Monti, così come è, è iniquo e profondamente ingiusto. Almeno per quanto riguarda il servizio farmaceutico che ne esce distrutto.
A tutti i costi, si vuole dare una boccata d’ossigeno alle parafarmacie, specie a quelle ubicate all’interno delle grandi catene distribitive, ora tutte in pesante perdita .
Le farmacie italiane non sono in grado di parare questo ennesimo colpo basso da un governo in combutta col grande capitale, che muove le nostre fila, che ci spaccia la GDO come la nuova frontiera del socialismo, amo a cui sono in tanti a non saper non abboccare.
Il fine è appropiarsi del mercato del farmaco, una torta gigantesca che fa gola ai grandi capitalisti italiani.
Il sistema delle farmacie italiane, universalmente apprezzato, con questa normativa ne uscirà con le ossa rotte.
Migliaia di licenziamenti saranno messi in atto dai titolari di farmacie, sprattutto di tipo rurale, che, a fronte di una contrazione inevitabile del loro fatturato, dovranno giocoforza rivedere le spese di gestione dei loro esecizi, contraendole, licenziando parte del personale ora impiegato.
Ma il decreto non era stato definito pomposamente dal sig.Monti:”SALVA-ITALIA?”
Di sicuro, anzichè creare posti di lavoro, nel sistema farmacia, avrà l’effetto contrario.
Peggioramento del servizio, maggior difficoltà a trovare il farmaco che necessita e, nei comuni sotto i 2.000 abitanti in cui ora vi è la farmacia, il rischio per i residenti di trovare la serranda abbassata per sempre.
vittorio belluso
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“Per la seconda volta in due settimane il ministro Fornero non ha il tempo di incontrare la commissione Lavoro del Senato per discutere della Manovra. Siamo davanti alla fine della democrazia e del confronto a livello istituzionale”. Così il vicepresidente del Senato e segretario generale del Sindacato Padano, Rosi Mauro, attacca il ministro del Lavoro che, trattenuto alla Camera non si è presentato all’appuntamento con la commissione di Palazzo Madama senza mandare un sottosegretario al suo posto. “Visto che per la seconda volta non ho avuto la possibilità ribadire al ministro Fornero la nostra contrarietà alla manovra, lo faccio a mezzo stampa. Al ministro e al governo tutto dico forte e chiaro il nostro ‘no’ a un provvedimento che colpisce le fasce più deboli e che tartassa lavoratori e pensionati”.
Parte dell’ultima manovra finanziaria:
- Tracciabilita’ della spesa (quindi obbligo ad usare un qualsiasi tipo di carta di credito/debito, assegno, bonifico o altro mezzo non gratuito ma con spese!)
- Aumento coatto dell’iva
- Aumento coatto del prezzo dei carburanti
- Aumento coatto della rendita catastale
- Aumento coatto dell’eta’ pensionabile (quidi cambiando le regole ovvero i patti di quando un cittadino entra nel mondo del lavoro)
- Aumento coatto del costo di gestione del conto corrente
- Patrimoniale
- ecc….
Ma e’ democrazia o regime ?
Tra qualche anno, quando sara’ impossibile rimediare a quest’ennesimo deturpamento economico/sociale del Paese, i superstiti si divertiranno a leggere ed ascoltare i commenti dei sapienti riferiti a questo periodo storico.
Infine, tanto per far riflettere, la Francia (e’ quel paesuncolo picolo piccolo ad ovest del Piemonte che, insieme alla Germania, ci ha fatto vedere i sorci verdi) ha cercato di percorrere la strada che il Governo Monti ha imboccato oggi …. salvo fare una retromarcia affrettata per salvare il salvabile 2 settimane fa.
Inoltre, per gli affezionati del liberismo e della libera concorrenza, ma ignoranti in quanto non sanno, e’ bene far sapere che nel 1850 (si non e’ un errore di scrittura) tutto era libero e rigorosamente privato (dal bar al negozio di scarpe alla farmacia) e solo con la riforma Giolitti del 1912 si e’ introdotta l’idea di dare un servizio sanitario uguale a tutti i cittadini.
Chi lo dice????
Mha leggete qui
http://www.salute.gov.it/medicinaliSostanze/paginaInternaMedicinaliSostanze.jsp?id=20&menu=dfarm
Da oggi …. siamo tornati al 1800, almeno per quel che riguarda la salute dei cittadini!
E poi non dite che nessuno lo sapeva ….. in quanto la legge non ammette ignoranza.
C’e’ da meditare !
100 anni di conquiste, in un attimo gettate nel bidone della spazzatura.
Le ferie obbligatorie per tutti, il giorno infrasettimanale di chiusura, l’organizzazione dei turni notturni coordinati dall’Ordine, la pianta organica, il CIPE, per cui un’ aspirina costava lo stesso da Caniccatì a Bolzano, tutte conquiste che ora suonano come lobby al popolino, e che hanno contribuito a costruire un servizio mondialmente apprezzato per qualità, trasparenza ed efficienza.
Ora i sinistri vogliono scardinare il tutto, in nome di una concorrenza che, sul farmaco, francamente, suona come una bestemmia.
Anche la vendita del Tavor va incentivata?
Il farmaco bene di consumo?
Mio dio, che orrore!
La salute mercificata e finalizzata ai fatturati aziendali!
Fa nulla che il prezzo sia lo stesso, quel che conta e vendere quante più scatolette è possibile!
Andranno alla Coop e compreranno la supposta di glicerina fatta in Cina dalla moglie di Bersani.
Caro Vittorio, mi spiace deluderla… magari se invece di accusarmi di fare affermazioni “sicumere”, volessimo entrare nel merito…Non credo sia così importante il Nord o il Sud, almeno in questo caso…!
Qualcuno mi spieghi però, a parità di laurea ed iscrizione all’ordine, perchè devono esistere Principi e “schiavi”… inoltre, le ricordo che solo per i farmaci da banco o gli equivalenti il farmacista può suggerire il farmaco.
Altrimenti E’ SOLO LA PRESCRIZIONE MEDICA che fa accedere l’utente alla distribuzione del farmaco… quanto ai prodotti galenici, teoricamente sono in grado di farli tutti i farmacisti, non solo i titolari di farmacia… Suvvia, non si regge!!
Mio caro Vittorio… Comprendo il suo disappunto dettato verosimilmente dalla legittima preoccupazione di vedere attentata la propria tranquillità iscritta in un regime di mercato protetto.
Vede, nel 1913, non solo i laureati in farmacia erano pochissimi, ma lo erano anche TUTTI i laureati, si studiava ancora per censo e non esisteva neanche il Servizio Sanitario Nazionale, che tanto benessere ha portato ai Farmacisti, ma anche ai Medici convenzionati, nonchè ad una inutile pletora di amministrativi, almeno fino alla metà degli anni ’90.
Peccato che da allora, siano passati 100 anni, anche gli agricoltori (non sempre latifondisti) erano ricchi e per mutate condizioni di mercato, non lo sono più.
Stia tranquillo, mi risulta che le realtà rurali siano GIUSTAMENTE salvaguardate…..
Non occorre scomodare l’invadenza dei “poteri forti” di cui sono assolutamente convinto.
Va da se, però, che posizioni conservatrici di stampo protezionistico ammazzano l’interesse collettivo della “crescita” e che il LIBERO MERCATO, quindi la concorrenza, è il vero motore di un’economia moderna che si deve confrontare con l’INTERO MONDO.
Credo che gli attuali TITOLARI DI FARMACIA (i principi, per capirci), potranno approfittare della loro attuale posizione di vantaggio, per adeguarsi al mondo che cambia.
In caso contrario, creperanno, come tanti altri sono crepati e francamente, la collettività se ne farà una ragione rivolgendosi, con la ricetta medica, ai farmacisti sopravvissuti e finalmente LIBERI di esercitare la professione per la quale HANNO STUDIATO…. se non meglio, almeno QUANTO LEI!!
Detto questo… mi pare OVVIO che le Farmacie NON sono il solo problema d’Italia… ma che SOMMATE alle innumerevoli GABBIE PROTETTIVE, creano il VERO problema strutturale italiano dopo il debito pubblico (di cui hanno ampiamente giovato nei tempi in cui lo stato ripianava a piè di lista la spesa sanitaria).
Ma possiamo anche parlare, se lo desidera, degli ambulatori medici pagati dai farmacisti per indurre un canale di consumo…. o di tanto altro.
Mi sono veramente stancato di cercare di fare capire a chi non è del mestiere, cioè al 99.9% degli Italiani, che le ragioni, per le quali ci siano enormi pressioni perchè i farmaci di fascia C vengano distribuiti anche nelle para-farmacie dei grandi centri commerciali, è un obbrobrio, un insulto, un disservizio, un impoverimento della qualità del servizio offerto al popolo italiano.
I grandi capitali, le grandi banche, la massoneria internazionale che tutto fà e tutto sa, che ci vogliono sudditi e servi, si stanno muovendo con tutta la loro forza economica e politica.
Io mi sono rotto di far capire a chi non è in grado pienamente di capire, quale sia realmente la posta in gioco.
A questo punto, ritengo ineluttabile il precipitare degli avvenimenti che vedranno il progressivo impoverimento delle farmacie periferiche, seguito dall’inevitabile abbassamento della qualità del servizio offerto ai cittadini dall’intero sistema farmacia-Italia.
Quindi, fra pochi anni, allorchè le farmacie presenti nei piccoli comuni, su tutto il territorio nazionale, cominceranno a chiudere una dietro l’altra, solo allora, coloro i quali oggi scambiano la grande distribuzione organizzata come la nuova frontiera dell’eguaglianza e dell’equità, comprenderanno l’entità del danno arrecato a se stessi ed al Paese.
Solo allora si capirà perchè nel 1913, un certo Giolitti, pensò bene di iniziare, in nome proprio di quell’equità, qualità e capillarità del servizio che oggi si vuole distruggere, a riformare l’organizzazione delle farmacie italiane, poi ripresa e migliorata nel 1968 da Mariotti, costruendo un modello che, proprio perchè funziona bene, si vuole scippare
Rispetto il suo pensiero, signor Guido, ma non lo condivido.
Sono in molti a pensarla come lei.
Sarà il tempo a darmi ragione.
Le auguro ogni bene. Arrisentirci.
P.s. si ricordi che un magazzino di farmacia, per funzionare discretamente, deve avere almeno un controvalore di 120/130.000 euro, che ci si può permettere solo al di sopra di un certo bacino d’utenza, che gli eperti quantificano in 4000 anime (ma secondo me qualcosa meno), affinchè il magazzino ruoti a sufficienza.
Al di sotto di questo valore esiste solo il disservizio.
La farmacia è un presidio del servizio sanitario nazionale. bersani lo vuole smantellare per regalare una fetta di mercato del farmaco alle coop e alla moglie. Il cittadino non avrà più la farmacia di fiducia. Complimenti! Questo non si chiama conflitto di interessi?
Libero mercato del farmaco nasconde dei rischi per la salute pubblica.
Il risultato penso che sia sotto gli occhi di tutti: la grande distribuzione ha distrutto i piccoli negozi di prossimità.
Speriamo di non doverci lamentare tra qualche anno che a Cavallasca non c’è più una farmacia (come già successo per i negozi di alimentari) e poi chiederci come risolvere il problema degli anziani senza auto (oggi abituati a trovare la farmacia all’uscita degli ambulatori) per procurarsi i medicamenti prescritti in centro a Como o nei centri commerciali …
Spero di essere in errore.