Discussione sul decreto svuota carceri, altrimenti chiamato amnistia
Dal diario di Tommaso Farina
Ecco, la destraccia che non voglio essere è quella che sfotte in modo risibile il decreto svuotacarceri. Non rendersi conto delle condizioni spessissimo DISUMANE dei nostri istituti di pena è di una miopia senza pari.
foto tratta da Il Giornale .it
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Non condivido.
Le amnistie non risolvono il problema del sovraffollamento delle carceri, che si ririempiono dopo 2 giorni, in compenso la sicurezza dei cittadini viene messa a rischio.
Non è così che si risolvono i problemi.
Vittorio non è questione di condividere o non condividere. Va fatto così e stop. Finchè non ci saranno nuove carceri e nuovi modi di intendere la pena. Non più come una mera punizione ma anche come un modo per rieducare il detenuto. Rieducare! Provo ad utilizzare un esempio – che non c’entra nulla! – ma che può rendere il mio pensiero. Se il mio magazzino è pieno di Parmigiano, non è che smetto di produrlo! Ma nemmeno posso continuare a riempirlo. Così mi costruisco un magazzino nuovo. Però mentre costruisco il nuovo magazzino non è che la produzione si ferma e quindi devo continuare a svuotare il vecchio magazzino, magari affidandomi ad un magazzino esterno, finchè non ho concluso la costruzione del secondo. A quel punto posso tornare a non avere nessuna emergenza. Il decreto svuotacarceri in questo momento è necessario tanto quanto la costruzione di nuove carceri.
Ma, alla fine, sono gli onesti che pagano per le inefficienze del nostro Stato.
Non mi diverto ad essere “destraccia”, ma un delinquente che esce dal carcere, nel 99% dei casi, non si redime, semplicemente, torna a a fare il suo mestiere.
Siamo alle solite!!Troppi carcerati, carceri disumane ecct..
Periodicamente e costantemente si ripropone tale problematica, senza mai affrontare seriamente la questione.
Allora, prima di svuotare le carceri si puo’ pensare ad impegnare il sistema giudiziario a funzionare di piu’ e..meglio?Si puo’ evitare di tenere in carcere migliaia di esseri umani in attesa di giudizio? E i giudici potrebbero cominciare a lavorare alle otto di mattina come tutti i dipendenti statali e produrre finalmente qualche migliore risultato? Certo, cosi’ facendo, dovrebbero rinunciare a partecipare agli show televisivi, a propagandare i propri libri “rieducativi” secondo loro. Peccato che questo stato li paga per …lavorare!!!!! salutone michele
Esatto, Michele,
il nocciolo del problema è la carcerazione preventiva!