E’ ormai da un mese che lo staff della farmacia di Cavallasca ha scelto di aderire alla richiesta arrivata da Ats di sottoscrivere il protocollo nazionale, per l’effettuazione a prezzi calmierati – previo appuntamento e condizioni di salute ritenute buone – dei cosiddetti tamponi rapidi rinofaringei.
Ebbene, dire che ci siamo pentiti di tale scelta è forse eccessivo, ma è un fatto che questa scelta ha comportato diversi sconvolgimenti nel normale svolgimento del nostro lavoro.

Innanzitutto, il prezzo, davvero troppo basso, fa si che le persone ci cerchino continuamente. Il telefono squilla incessantemente, come ai tempi delle introvabili mascherine, all’inizio della pandemia.
Gli appuntamenti si susseguono a ritmi di uno ogni 30 minuti, giusto il tempo di sanificare l’ambiente, fra un paziente e l’altro.

Ma il problema maggiore, è che chi viene in farmacia ad effettuare il tampone, non è per sapere se ha contratto il covid o meno, ma per avere il necessario green pass, che serve e per lavorare, e per andare al ristorante o in palestra.
Da qui la scelta nostra di non effettuare tamponi al sabato.
La scelta è stata imposta dal fatto che, al sabato, il personale è ridotto e quindi risulterebbe impossibile coniugare l’effettuazione dei tamponi con il normale svolgimento del lavoro di tutti i giorni.

L’altro problema evidenziatosi, è che, fra le persone che ci chiedono il green pass, molte fanno parte del personale scolastico – docente e non – che non hanno voluto vaccinarsi, pur avendone avuta la possibilità prima di tutti gli altri.
Questo è il primo corto circuito.
Se da una parte noi siamo tenuti a non entrare in scelte che non condividiamo, guai a noi se – come successo – ci scappa la battuta del tipo :
” … ma se il fatto di sottoporsi a 3 tamponi a settimana, aldilà del costo, costituisce per lei una grandissima scocciatura, perchè non si vaccina? Non fa prima anziché inveire contro il Governo? ”
Non sia mai!
Questa battuta ci è già costata minacce di querela, insulti e quant’altro.

L’altro problema è di natura economica e pratica.
Mi spiego, se una persona, al prezzo di 15 euro, catalizza tutte le attenzioni della persona laureata addetta all’effettuazione del tampone, tenendola impegnata fra effettuazione, prenotazione futura e stampa cartacea del green pass, un’intera ora, noi non riusciamo a stare dentro nel prezzo, fuori dalla farmacia si forma una coda infinita, i clienti normali si ritrovano ad aspettare a lungo il loro turno, e così quelli in attesa del tampone.
In altre parole, la qualità del servizio va a farsi friggere e il tampone, fra costi vivi di materiale e tempo impiegato del personale, finisce in netta perdita economica.

Quindi ci sentiamo quasi in dovere di sconsigliare i colleghi che stanno pensando di fare quel che abbiamo fatto noi nel mese di agosto.
Tanto più che questa iniziativa dei prezzi calmierati, inizialmente avrebbe dovuto scadere al 30 di settembre, mentre, dall’ultima circolare ricevuta, è stata prorogata fino a tutto novembre.

Quindi, fatte queste considerazioni, noi della Farmacia San Michele continueremo a svolgere questa onerosa e impegnativa attività secondo i dettami diramati dal Governo, ma non vediamo l’ora che tutte queste persone si convincano a vaccinarsi, perchè è il vaccino l’unica risoluzione a tutti i loro problemi.

dr. vittorio belluso

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