Ustica 31 anni fa: Gheddafi come Yamamoto?
Con strage di Ustica si indica il disastro aereo in cui persero la vita 81 persone nel cielo tra le isole di Ustica e Ponza, venerdì 27 giugno 1980, quando l’aereo di linea
Douglas DC-9 appartenente alla compagnia aerea Itavia si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare.
La compagnia aerea venne poi sciolta per decreto ministeriale.
Alle 20:08 il volo IH870 diretto da Bologna a Palermo, inizia con due ore di ritardo, e si svolge regolarmente nei tempi e sulla rotta previsti fino all’ultimo contatto radio tra velivolo e controllore procedurale di “Roma Controllo”, che avviene alle 20:58.
Alle 21:04, chiamato per l’autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo IH870 non risponde. L’operatore di Roma reitera invano le chiamate; lo fa chiamare, sempre senza ottenere risposta, anche da due voli dell’Air Malta KM153, che segue sulla stessa rotta, e KM758
Nella notte numerosi elicotteri, aerei e navi partecipano alle ricerche nella zona. Solo alle prime luci dell’alba viene individuata da un elicottero HH-3F del Soccorso Aereo alcune decine di miglia a nord di Ustica, una chiazza oleosa. Poco dopo raggiunge la zona un Breguet Atlantique dell’Aeronautica e vengono avvistati i primi relitti e i primi cadaveri. È la conferma che il velivolo è precipitato in quella zona del Tirreno dove la profondità supera i tremila metri.
Le vittime del disastro sono ottantuno, di cui tredici bambini, ma si ritrovano e recuperano i corpi di sole trentotto persone.
Sulle salme disposte per l’autopsia furono riscontrati sia “grandi traumatismi” da caduta a livello scheletrico e viscerale sia lesioni enfisematose polmonari da decompressione (l’aereo si era dunque aperto in volo). Nelle perizie gli esperti affermarono che l’instaurarsi degli enfisemi da depressurizzazione precedette cronologicamente tutte le altre lesioni riscontrate, ma non causò direttamente il decesso dei passeggeri facendo loro perdere solo conoscenza. La morte sopravvenne soltanto in seguito a causa di fatali traumi, riconducibili, assieme alla presenza di schegge e piccole parti metalliche in alcuni dei corpi, a reiterati urti con la struttura dell’aereo in caduta.
Le principali ipotesi sulle quali gli inquirenti indagano sono:
il DC-9 sarebbe stato abbattuto da un missile;
vi sarebbe stata una collisione (o una quasi-collisione) con un altro velivolo;
sarebbe avvenuto cedimento strutturale;
sarebbe esplosa una bomba a bordo.
Il mistero del MiG-23 ritrovato 20 giorni dopo
Una conferma che in quel periodo, si verificavano sull’Italia voli di aerei militari stranieri si ebbe dal ritrovamento di un aereo MiG-23MS con la livrea della Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Libiyya, l’aeronautica militare libica, precipitato a Castelsilano, nella Sila crotonese.
L’Aeronautica Militare italiana, dopo aver lavorato in una commissione relativa al caso insieme ai libici, dichiarò che questo aereo sarebbe decollato dalla Libia e che, in seguito ad un malore del pilota, avrebbe proseguito il volo con il pilota automatico – quindi a quota livellata ed elevata – sino a precipitare sul territorio italiano per esaurimento carburante, venerdì 18 luglio, ossia venti giorni dopo il DC9.
Nella sentenza ordinanza del giudice Priore tale versione, tuttavia, appare contrastata da alcune testimonianze e circostanze, che avrebbero potuto retrodatare la caduta del velivolo libico, ponendola a ridosso immediato della tragedia del DC9: tra queste, le dichiarazioni sullo stato di decomposizione della salma del pilota che i periti, professori Zurlo e Rondanelli, definirono “avanzatissimo”, oltre a diverse altre testimonianze raccolte sul luogo e nelle aree limitrofe,che riportavano l’evento ad una data prossima o coincidente con la scomparsa del volo Itavia.(Secindo noi si trattava del caccia militare di scorta all’aereo di Gheddafi,che venne abbattuto nelle fasi della imboscata).
Tra l’altro, in piena contraddizione con le dichiarazioni dell’Aeronautica Militare italiana, esiste una missiva datata il 9 dicembre 1988 in cui lo Stato Maggiore della Difesa, dopo aver interessato le tre forze armate ed ottenuto le risposte ai quesiti richiesti, riferiva che:
“il 18 luglio 1980 l’area di competenza del 3º ROC di Martina Franca si era interessata ad una esercitazione NATO “Natinad – Demon Jam V” svoltasi dalle ore 8 alle ore 11 (l’esercitazione si tenne dal 15 al 18 luglio). Essa prevedeva l’impiego di velivoli che simulavano operazioni di penetrazione verso il territorio nazionale in presenza di disturbo elettronico e contro i quali intervenivano i velivoli intercettori. Nessun inconveniente si verificò nel corso dell’esercitazione.”
La conferma dell’esercitazione in corso il 18 luglio 1980 ed il conseguente stato di allerta che ne derivava, sia della rete radar che degli intercettori in volo, rende ancora più incompatibile la “penetrazione non identificata di un velivolo estraneo” nell’area in quella data, per lo meno nelle modalità descritte (pilota svenuto, quindi volo rettilineo, alta quota quindi altamente visibile da tutti i radar
Da wikipedia
il video che segue è il filmato reale dell’abbattimento dell’ammiraglio Yamamoto avvenuto ad opera degli americani il 18 aprile 1943,cui abbiamo integrato l’ipotesi di come sono andate le cose.Al lettore crediamo che in questo dilettantesco articolo ci siano comunque tutti i dati che occorrono per farsi un’idea precisa,al di là delle menzogne di stato che sono state propugnate all’opinione pubblica,considerata,evidentemente,popolo bue.
Quindi,ricapitolando:noi ipotizziamo che l’abbattimento del Dc-9 dell’Itavia avvenne per errore.Il bersaglio non era il Dc-9 ma l’aereo di Gheddafi che,secondo alcune voci degne di fondamento,si era posto al di sotto del Dc-9 per sfuggire all’attacco,mentre 2 Mig di scorta lo difendevano,oppure,sotto al DC 9 Itavia si era posto uno dei due MIG.
Entrambi i Mig vennero abbattuti,uno,col pilota colpito a morte,si schiantò sulle montagne della Sila,alcune centinaia di km oltre il luogo della battaglia.
Il fatto che fossero in corso delle manovre militari non è casuale,esse avrebbero dovuto “mascherare” l’avvicinamento degli “attentatori”agli occhi dei radar.
Un simile tipologia di attacco,possibile grazie ad un previo ed efficiente servizio di intelligence,non era nuovo ed aveva un illustre precedente nella 2°guerra mondiale (come da filmato originale).
L’aereo del presidente libico sfuggì all’attentato,il Dc-9 venne abbattuto per errore,si fecero sparire tutti i tracciati radar ed ordinato al personale in servizio quella sera di tapparsi la bocca.
L’allora Governo italiano in carica era guidato dalla Democrazia Cristiana,unitamente ad altri 4 partiti minori,tutti e quanti oggi spariti dalla scena politica,….
Ringrazio chi mi ha esortato ad aprire questo blog,perchè mi permette di esternare idee e convinzioni che da tanto tempo covano nella mia coscienza;ammesso e non concesso che importi a qualcuno di quegli 81 poveretti morti 30 anni fa che ancora adesso aspettano che sia fatta luce e giustizia.
Noi,nel nostro piccolo,ci proviamo.
vittorio Belluso
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