Lancia Ardea 1939
Qualche anno fa, incontrai ad un autolavaggio un signore a bordo di una Lancia Aprilia del 1938 perfettamente restaurata.(Mi pare fosse un’Ardea, aveva le frecce che uscivano dal tetto meccanicamente).
Rimasi senza fiato da quanto bella e funzionale fosse.
Il motore, 4 cilidri a V stretto, suonava rotondo e regolare che era una meraviglia.
Dentro poi, si saliva facilmente, mancando i montanti centrali, sopperiti dalle portiere portanti ed apribili a compasso; dietro si stava seduti comodissimi, da fare invidia a molte auto di oggi.
Insomma, nel 1938, l’Italia, con la Lancia, era all’avanguiardia mondiale per qualità, gusto e raffinatezza.
Una vera Lancia!
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È un auto fantastica. D’altronde nata, in parte, sotto la progettazione di Vincenzo Lancia (che però morirà 2 anni prima del suo debutto). Nella sua seconda serie sarà la prima auto al mondo ad offrire un cambio a 5 marce di serie.
Poi nell’ultima serie si differenzierà rispetto alla sua sorella maggiore, la Aprilia, in quanto non avrà più la nervatura sul cofano e sopra il corpo vettura e di conseguenza il finestrino posteriore diventerà un tutt’uno.
Ma seppur sia nato sotto la gestione del padre e della madre di Gianni, rimarrà nelle prime serie un modello sfortunato a livello commerciale. Debuttò infatti quando l’Italia entrò in guerra, in più nel 42 gli stabilimenti in cui veniva prodotta vennero bombardati. E spostare la produzione a Bolzano ostacolò ancor di più le vendite in tutto il terriotorio italiano.
Insomma. un auto indiscutibilimente Lancia, ma nata in un momento sbagliato.