La vespa sceriffo a guardia dei castagni

La minaccia: il Cinipide del Castagno

Una delle problematiche attualmente all’attenzione del Servizio fitosanitario regionale è rappresentata dal Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, meglio conosciuto come Cinipide del Castagno. Si tratta di una piccolissima vespa che induce la formazione di “galle” che deturpano le foglie e gli organi fiorali compromettendo lo sviluppo dei germogli colpiti. Un insetto considerato a livello mondiale tra i più dannosi per il castagno. Dopo il primo ritrovamento avvenuto in Piemonte (2002), questa specie è stata rinvenuta in numerose regioni italiane ed è in continua espansione. Il monitoraggio, attuato in Lombardia dal Servizio fitosanitario operante in Ersaf e promosso dalla Direzione generale Agricoltura, è tuttora in corso e i risultati saranno presentati in uno dei prossimi numeri di Lombardia Verde. In questo momento è opportuno dare un aggiornamento rispetto alle azioni di contenimento biologico avviate lo scorso anno.

Il controllo in Lombardia

Al fine di evitare la diffusione di questo insetto occorre prestare molta attenzione, particolarmente in vivaio, durante le fasi di commercializzazione dei materiali di moltiplicazione. Nel corso del periodo di riposo vegetativo, infatti, non è possibile notare sulle gemme i sintomi della presenza dell’insetto, per cui in questa fase è molto alto il rischio di una facile, quanto involontaria, diffusione. Riguardo invece alle possibilità di controllo, l’asportazione delle galle osservate e la distruzione delle piante attaccate sono i primi interventi che si possono attuare dopo l’accertamento della presenza dell’insetto. Le sperimentazioni utilizzando insetticidi hanno dato finora risultati insoddisfacenti che escludono l’utilità del ricorso a queste sostanze per il controllo del cinipide. Inoltre, anche qualora si trovassero sostanze attive efficaci, sarebbero utilizzabili solo in vivaio o in impianti produttivi, dovendole escludere, per il loro negativo impatto ambientale, dagli ecosistemi naturali di presenza del castagno.

L’antagonista specifico: la “vespa sceriffo”

L’introduzione e la diffusione di un antagonista specifico, un’altra piccola vespa, chiamata Torymus sinensis Kamijo, originaria della Cina come la Cinipide stessa, costituisce invece una modalità di controllo biologico che in Giappone e, in questi ultimi anni, anche in Piemonte, ha permesso di ottenere apprezzabili risultati. Per questa ragione ad Albino (Val Seriana, Bergamo), il 2 maggio 2008, si era provveduto alla prima introduzione di questo antagonista specifico. L’operazione di “ambientamento” è riuscita. Infatti, dalle galle raccolte nel mese di marzo 2009 e tenute in laboratorio, sono cominciati a sfarfallare, a partire dal 4 aprile scorso, i primi adulti della “vespa sceriffo” – così è stato chiamato il Torymus sinensis – a dimostrazione del fatto che l’introduzione avvenuta lo scorso anno ha avuto successo.

L’obiettivo finale

Si tratta solo dell’inizio di un programma di controllo biologico che sarà intensificato e attuato nei prossimi anni anche nelle altre aree infestate della regione. L’obiettivo è quello di arrivare a un equilibrio tra l’ospite e il suo antagonista specifico, così da mantenere nel tempo il cinipide sotto controllo.

Simone Corti

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