L’addio di Kate fa discutere
Il video che segue testimonia il saluto che la ragazza di Marco Simoncelli, ha voluto dedicare a Marco nel giorno dei suoi funerali.
La giovane afferma che il proprio ragazzo, definito credente non praticante, fosse realmente privo di difetti, tanto da meritare di guadagnarsi il cielo.
L’affermazione non è piaciuta ad un sacerdote.
“Solo Dio è perfetto”, e come tale, privo di difetti.
“Non si può essere buoni credenti senza essere praticanti”.
“La gioventù è sbandata e occorre richiamarla a noi“.
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Si può comprendere, è giovane e, come tutti i giovani che sono cresciuti nel culto dell’apparire, ma privati di capacità analitica, di fronte ad una telecamera (si è probabilmente lasciata prendere dal desiderio di dire qualcosa di importante in omaggio all’amore perduto), afferma concetti apparentemente di grande spessore speculativo, ma che se solo “ascoltati” sono solo spropositi ad effetto, dei non-senso. La cosa che più stupisce è che sono applauditi e condivisi.
Benissimo ha fatto il sacerdote a muovere appunto riconducendo all’ortodossia. Altra cosa senza senso è l’affermazione di essere credente, ma di non sapere in cosa. Incredibile. Evidentemente è ciò che è rimasto di un non-pensiero relativista affidato ai media. Non voglio andare oltre su questa storia, anzi era mio proposito non parlarne affatto perché non trovo corretto polemizzare in occasioni simili, ma al di là della drammaticità degli eventi, del dolore e del lutto che ha colpito tutti coloro che facevano parte del mondo affettivo di Simoncelli, dico solo che è giunto il momento di dire basta alla santificazione mediatica di questo sventurato ragazzo. Non facciamone neppure un eroe, non lo è. Era solo un professionista, che ha avuto il privilegio di svolgere l’attività che più gli piaceva al mondo, che ha avuto in sorte, purtroppo, una vita breve, ma appagante e che ogni qualvolta saliva in sella, metteva in conto la morte. Avere la forza di guardare le cose come sono, non preclude al profondo sentimento di dolore che sempre provoca una vita spezzata, anzi.