In 20 anni richiesti agli italiani 166 mld di tasse in più

Negli ultimi 20 anni le entrate tributarie sono aumentate di 166 miliardi di euro. Una cifra spaventosa, frutto dei sempre più onerosi sacrifici imposti agli italiani dallo Stato, in particolar modo alle piccole e medie imprese, visto che, quelle grandi, quelle che non hanno ancora trasferito le sedi fiscali all’estero, presentano, praticamente sempre, bilanci che comprimono gli utili all’osso.
Non funziona così per coloro i quali le tasse sono costretti a pagarle in Italia, perchè libero professionisti con partita iva, o titolari di piccole imprese a carattere familiare.
Per questi ultimi non c’è scampo.
Ed anche le tasse che pagano i lavoratori dipendenti – direttamente in busta paga – hanno visto un prelievo in busta paga sempre crescente, che ha determinato un costante assottigliamento del potere d’acquisto.
Nell’anno 2000, l’erario e gli enti locali – cioè i Comuni come l’allora Cavallasca ed oggi San Fermo – avevano incassato 350,5 miliardi di euro, nel 2019 il gettito, a prezzi correnti, è salito a 516,5 miliardi.
A diramare questa statistica è la Cgia di Mestre, specializzata in questo genere di analisi.
Abbiamo quindi visto crescere le entrate dell’erario di una percentuale ben superiore alla crescita del Prodotto interno lordo del belpaese.

La domanda quindi che si pone Paolo Zebeo, responsabile dello studio in questione, è:
qualcuno può affermare con certezza che grazie a 166 miliardi di tasse in più versati in questi ultimi 20 anni la macchina pubblica è migliorata? In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l’istruzione sono oggi più efficienti di allora?
Oppure, famiglie e imprese sono state obbligate a pagare di più e hanno ricevuto dallo Stato sempre meno? Tra le due ipotesi ci sentiamo di avvalorare quest’ultima, anche perché questo maxi prelievo ha impoverito il Paese, provocando, assieme alle crisi maturate in questo ventennio, una crescita dell’Italia pari a zero, che nessun altro paese del resto d’Europa ha registrato“.

Ecco, questo è lo spunto che vorremmo proporvi questa settimana:
E’ possibile continuare così?
Il sistema produttivo italiano ha subito un colpo mortale, le aziende sono fallite od hanno cessato di esistere non si contano più.
I posti di lavoro perduti sono nell’ordine di milioni, non di centinaia di migliaia.
Dai nefasti tempi del governo Monti, pure i Comuni hanno fatto la loro parte, infilando pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini, attraverso le tasse locali.
Tutto è aumentato a dismisura.
Ce ne siamo accorti anche qua.
L’acqua potabile e la spazzatura – tanto per fare un esempio – hanno visto raddoppiare il loro peso sui bilanci famigliari.

Già quando ero consigliere comunale, tentai, nel mio piccolo, di sollevare la questione, denunciando come il sistema comunale costasse troppo in rapporto ai servizi erogati.
Sostenevo che l’economia di un Comune avrebbe dovuto trovare altre forme di entrate che non fossero le tasse comunali, che i costi del personale erano troppo alti in rapporto al numero di abitanti, e che i dipendenti comunali godessero di troppi privilegi, non solo in termini economici, ma anche di orari.
Ottenni solo di farmi detestare.
La maggioranza dei residenti comprese la portata della mia battaglia solo dopo che i nodi vennero al pettine, evidenziando un bilancio comunale fallimentare.
Il resto è storia. 

Ora, accorpati nel nuovo comune di San Fermo della Battaglia, osserviamo un fenomeno contrario.
I dipendenti comunali sono pochi in rapporto al numero di abitanti.
Gli orari di apertura al pubblico degli uffici sono cambiati radicalmente rispetto ai tempi di Cavallasca e gli stipendi … quelli non sono certo aumentati.
Molti dei vecchi dipendenti del defunto comune di Cavallasca, una volta trasferiti a San Fermo – chi prima chi dopo – si sono fatti traferire, tanto era dura la nuova realtà.

Ora, la domande che mi pongo sono due, una a livello locale, l’altra nazionale.
A livello locale la domanda è:
”ma non era meglio pensarci prima? Non sarebbe stato meglio affrontare i problemi lasciando perdere il tentare di minimizzarne o nasconderne la portata?
Non sarebbe stato meglio lasciare perdere i personalismi e riunire attorno ad un tavolo il meglio che la comunità aveva da offrire lasciando da parte l’orgoglio?”
” Così facendo, si sarebbe potuta ancora salvare la situazione?”

Ed a livello nazionale, la domanda è rivolta alle massime cariche dello Stato ed è precisamente questa: ”non sarebbe il caso di abbassare le tasse? Anche a costo di ridurre il numero dei dipendenti statali? Come può un sistema basato sul voto di scambio, un sistema che garantisce sicurezza economica a fronte di sacrifici risibili ad un numero comunque ristretto e minoritario di italiani, sperare che che tutti gli altri accettino passivamente anche in futuro di essere usati e sfruttati?”
Queste sono le domande che noi tutti dovremmo porci.

L’Italia è in ginocchio. Il sistema produttivo non regge più il confronto con la concorrenza che arriva da Paesi ove la pressione fiscale e la burocrazia sono di molto inferiori.
Un Paese non può pensare di creare sviluppo pagando delle persone per restarsene a casa a non fare nulla, tassando per contro sempre di più quelle che lavorano.
Ciò, prima che ingiusto, è stupido.

vittorio belluso

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  1. Al tempo del boom economico di soldi per le tasse se ne pagavano pochi (sulle fatture si metteva l'IGE al 1,50/% ora c'è l'IVA al 22%) e i governi dell'epoca hanno realizzato opere imponenti (vedi autostrade, elettrificazione ferrovie ed altro).
    Con i soldi e sono tanti che il governo incassa oggi con le tasse, al posto delle opere esegue solo tagli.
    Io mi chiedo come mai accade questo? forse il carrozzone (vedi Regioni, Comunità Montane ecc:) diventa sempre più costoso, ingoia un sacco di soldi e il coniglio rimane sempre nel cilindro.

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  2. E' vero sono uscitpochi nomi di politici ma sono di tutti i partiti, non solo da una parte.

    È vero la cassa integrazione spetta ai lavoratori, ma è anche vero che molte aziende l' hanno anticipata e poi hanno fatto lavorare in nero e hanno incassato.....
    Poi è anche vero che su questo sito si parla tanto di visione ampia ma si guarda solo da una parte.

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  3. Sig.Michele si è dimenticato della cassa integrazione che molte aziende hanno avuto senza averne diritto o di quei politici che hanno chiesto il fondo per le partite Iva.
    Saluti.

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    1. Sì certo peccato però che sono usciti solo i nomi di quei due o tre somari che a qualche parte politica faceva comodo colpire.
      Non sono certamente i soli ma degli altri, e ce ne sono sicuramente, non è uscito nessun nome; si sono attaccati alla privacy dei miei stivali.
      Questa è la politica dello sputtanamento dell'avversario usata dalla sinistra, invece di guadagnarsi il consenso con della buona politica.
      Per quanto riguarda la cassa integrazione diciamo prima di tutto che viene erogata a favore dei lavoratori e non delle aziende ma sottolineiamo invece il fatto gravissimo che una miriade di lavoratori l'hanno avuta per il solo merito del proprio datore di lavoro che l'ha anticipata e parliamo di 7 lavoratori su 10.
      Diciamo anche che una moltitudine di persone la stanno ancora aspettando.

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  4. E' vero Vittorio...è ingiusto e stupido, molto stupido.
    La bramosia di governare sempre e comunque ha coinvolto negli anni un pò tutti i partiti politici.
    Ma se un tempo si riusciva a galleggiare in quanto la disoccupazione era gestibile. le imprese producevano dando reddito e quindi consumi e quindi entrate fiscali, oggi con crisi economico-finanziarie verificatesi a livello mondiale nell'ultimo decennio e da ultimo la pandemia Covid 19,tal modo di governare non può più funzionare.
    I produttori di ricchezza ( imprese piccole, medie e grandi)hanno chiuso e/o stanno chiudendo. Quindi, la disoccupazione aumenta, molti milioni di italiani non riescono più a sopravvivere....e lo spreco continua!
    Si pagano a fondo perduto 3 milioni di cittadini col reddito di cittadinanza, oltre tremila navigator, si sovvenzionano pseudo cooperative per mantenere in una ipotetica agiatezza i clandestini etc.etc...
    D'altro canto, non si investe in nulla, non si guarda avanti al futuro e si pensa solo a spargere potenziale ricchezza per accumulare consenso...
    Non si la visione che ogni buon padre di famiglia dovrebbe avere. Non si hanno e non si attuano programmi di grande respiro per il nostro domani e principalmente per il futuro dei nostri figli.
    Lasciamo a loro solo debiti abnormi che non riusciranno mai a pagare. Quindi miseria, miseria!!
    Mi chiedo a quando il popolo avrà il coraggio di farsi capire,,,anche scendendo in piazza?
    Quando si capirà che le attuali elemosine elargite a pioggia sono palliativi che aggravano lo stato di fatto??
    Se qualcuno si illude e spera che domani ci sarà un miracolo, sta mettendo la testa sotto la sabbia e mente a se stesso...sapendo di mentire...ahinoi!!!
    Un saluto michele

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  5. L'Italia è un paese senza speranze !
    Purtroppo abbiamo il governo che ci meritiamo.

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