Voltiamo pagina

Impossibile non soffermarci, almeno un momento, su quanto è accaduto a Roma in questa settimana.
Una settimana che ha visto la caduta di un governo per molti considerato abusivo, che tanto male ha fatto all’Italia nell’ultimo anno e mezzo.
Ora, con ogni probabilità, toccherà a Mario Draghi prendere le redini di un Paese in tocchi, per tentare di ridargli almeno una speranza.
Il consenso che avrà, sarà bilaterale.
Pare che mancherà quello della Meloni, che non vuole compromettersi, visto che i sondaggi la danno in costante crescita e niente fa pensare che così non sia nei prossimi 2 anni che mancano alle prossime elezioni, e il Movimento 5 stelle, che non si rassegna ad aver perso il potere e per di più in maniera tanto umiliante.

Cosa ci aspettiamo dal governo Draghi?

Ci aspettiamo che abroghi immediatamente il reddito di cittadinanza grillino, finanziato a debito, che è una forma di assistenzialismo che annienta le imprese, disincentiva il lavoro, soprattutto giovanile, premia i lazzaroni e i furbetti, grava sulle spalle di contribuenti e pensionati.
Via, via! Mai più!

Ci aspettiamo che questo governo vari un piano sanitario in grado di far raggiungere al popolo italiano l’immunità di gregge dal coronavirus, attraverso una campagna vaccinale finalmente efficace e a tappeto, coordinata da persone finalmente capaci.

Ci aspettiamo che il governo Draghi promuova le aziende italiane, ivi comprese quelle in grado di produrre vaccini, in modo da non dipendere, come ora, dall’estero, e meno che mai dalla Cina.

Ci aspettiamo che il Governo Draghi incentivi l’economia semplificando la burocrazia che grava sulle spalle delle imprese, e che, contrariamente a quanto ci dicono, è andata peggiorando (aumentando) sempre negli ultimi anni.

Ci aspettiamo che il governo Draghi non solo non aumenti, ma diminuisca il numero dei dipendenti statali, a loro volta fonte di burocrazia che grava sulle imprese e scoraggia gli investitori esteri.  (La liquidazione di aziende decotte in profondo rosso da anni, come, per esempio,  Alitalia, non è più procrastinabile).

Ci aspettiamo che il governo Draghi elimini quelle tasse idiote e controproducenti, introdotte da Mario Monti, quali il superbollo per i beni cosiddetti di lusso, e le tasse – oggi troppo alte – sulle seconde case, che hanno avuto il solo fine di deprimere i mercati nautico, automobilistico made in Italy, immobiliare ed edilizio.

Ci aspettiamo che il governo Draghi affianchi a ministeri politici, ministeri tecnici, in cui prendano posto economisti finalmente capaci (quali per esempio potrebbe essere l’ottimo Cottarelli), che provengono dal mondo reale, e, in quanto tali, sappiano prendere decisioni non demagogiche o pregiudiziali, ma realmente in grado di dare una boccata di ossigeno alla nostra economia.

Nessuna patrimoniale, quindi, e l’apertura di un tavolo di concertazione coi sindacati, inteso a ridurre il costo del lavoro in Italia, condizione base per una possibile ripartenza economica.

Perchè ad aumentare le tasse, già oggi altissime, sono capaci tutti, soprattutto gli incapaci.

E perchè le tasse distruggono posti di lavoro, distruggono le aziende, tengono lontani gli investitori e incentivano l’evasione fiscale.

vittorio belluso

 

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