Primarie a Como: si discute anche per le Presidenze dei seggi
Subito all’opposizione prima che sia troppo tardi
ll Partito Democratico è, attualmente, il primo partito d’Italia.
Il PdL, è dato dagli analisti in caduta libera, intorno ad un misero 20%.
Intanto, in giro per l’italia, vengono effettuati i Congressi provinciali e comunali, fra cui quello stesso Congresso la cui effettuzione, a Como, è stata bloccata all’ultimo momento dai vertici del partito.
Si è preferito aspettare il dopo-primarie, che si svolgeranno domani, nel solito clima confittuale in cui il PdL, almeno a Como,
convive da tanti, troppi anni.
Ben prima che il Senatore Alessio Butti venisse nominato neo-coordinatore, trovavamo in perenne litigiosità fra di loro, quelle stesse persone che ora si fingono amiche per la pelle, coalizzatesi contro il nuovo, (più credibile e capace), “competitore interno” comune.
A questo proposito, non posso non notare gli sforzi che, alcuni sostenitori di una parte stanno facendo, affinchè, nelle sedi attrezzate per il voto di domani, vi siano Presidenti di seggio “vicini” al candidato da loro sostenuto.
Questo fatto induce a pensare che un risultato finale possa cambiare in funzione delle “simpatie”od “antipatie” di chi presiede un determinato seggio.
Lo stesso che è successo a noi nelle elezioni amministrative di 3 anni e mezzo fa, laddove abbiamo avuto un numero assolutamente anomalo di annullamenti, tanto da risultare determinante.
Ecco perchè non mi stanco di esortare chi ha davvero a cuore la Libertà, quella con la L maiuscola, per intenderci, a sottoscrivere le liste per presiedere i seggi elettorali, od anche solo per scrutinarli, sia che si tratti di Primarie, di Congressi di partito, di elezioni politiche, o di elezioni comunali.
Non certo per ottenere dei vantaggi di sorta, il nostro spirito è troppo nobile per abbassarci a tanto.
Si tratta semplicemente di difendere il diritto sacrosanto di espressione e di preferenza degli elettori, che non deve mai venire tradito.
Queste sono logiche settarie e clientelari, tipiche delle mezze calzette, tipiche di chi è avvezzo all’inganno.
Ad uscirne sempre e comunque sconfitta, non è la candidatura di questo o di quello, ma l’intera razza italica.
Alla luce di ciò, appare in maniera inequivocabile che la strada intrapresa dal PdL è a fondo cieco.
Come il sottoscritto non si stanca di ripetere, ormai da mesi, occorre assolutamente passare alle contromisure, prendendo le distanze da un Governo privo di legittimazione popolare.
Viceversa sentiamo parlare di “grande coalizione”, con PdL, Pd, e Terzo polo insieme.
A mio immodesto avviso, esattamente l’opposto di quanto, per rinascere, il nostro Movimento dovrebbe fare.
Chi vuol intendere intenda.
vittorio belluso
foto chiara radici
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Condivido il tuo pensiero Vittorio….. stupenda riflessione
Grazie Matteo.
Andiamo avanti, con dignità e forza, preoccupoandoci, sopra ogni altra cosa, di essere coerenti con noi stessi.