La rifondazione del PdL non passa dai congressi unitari o rinviati sine die

Apprendo leggendo “Libero” che, Berlusconi, sta lavorando al rilancio del Pdl.

Bene.

Mi chiedo allora, e semplicemente, come si possa pensare di rilanciare un partito mantenendo intatta la sua classe dirigente negli anni.

A settembre, in quel di Pero, fu proprio il segretario Angelino Alfano ad augurarsi che i congressi, sempre sistematicamente rimandati, avessero il via libera e si tenessero al più presto, al fine di formare quella nuova classe dirigente che si sarebbe dovuta presentare alle prossime elezioni.

Poi, dopo che in qualche raro caso detti congressi , in giro per l’italia, sono stati effettivamente fatti, ma sempre con candidati unitari, cioè a dire con un solo candidato in lizza per ogni vario coordinamento provinciale, quando anche per Como sembrava arrivata finalmente l’ora, e dopo che la data era stata fissata per sabato 18 febbraio, improvviso quanto inaspettato è arrivato l’ordine di fermare tutto: prima le primarie per il candidato sindaco, con la Lega nord che correrà per i fatti suoi.

Motivo?

Si teme la spaccatura interna, fra chi sostiene l’attuale dirigenza e chi l’asse Rinaldin – Pozzi.

Ora, lungi da me fare delle sterili polemiche, semplicemente, mi pongo una domanda, che è poi la domanda che tutte e 44 le persone che si sono tesserate con noi qui a Cavallasca si sono, fra sé e sé, poste:

come faremo a presentarci alle elezioni nazionali con le stesse facce di 5, 10, 15 anni fa?

Ed ancora, gli altissimi dirigenti del partito, si rendono conto che parlare di congresso unitario suona tanto come una presa in giro di quella democrazia interna che dovrebbe essere alle fondamenta di un movimento che pretende di dirsi liberale e democratico?

 

vittorio belluso

 

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