Ecco due che farebbero meglio a dimettersi!
Il punto 05 01 2012
So bene cosa rischio ad estrinsecare fino in fondo il mio pensiero.
La linea del mio partito non è questa.
Il rischio è di veder vanificati 4 anni di lavoro, di stima conquistatami, giorno dopo giorno, spendendomi e dimostrando a chi di dovere le mie capacità.
Ma non posso tacere di fronte alle brutture che vedo!
Fini e Casini, sperduti nel verde mare dei tropici, dove, a spese dei contribuenti italiani, si godono i privilegi della “casta”, quell’odiosa ed odiata casta che pretende di imporre enormi sacrifici a tutto il popolo italiano, meno che a se stessa.
Monti poi, è quanto di peggio potesse capitare a questo disgraziato paese spaccato.
E’ di ieri la notizia della soppressione della tassa sugli immigrati e del prossimo decreto “svuota-carceri”.
Così, i delinquenti che ne beneficeranno, saranno di nuovo liberi di delinquere, alla faccia delle forze dell’ordine che li hanno cattuarti (spesso con rischio della propria vita), e di quei giudici che li hanno condannati.
I clandestini, che costituiscono la stragrande maggioranza dei detenuti, li si fa entrare in Italia senza problemi, si concede loro una diaria giornaliera di 74€, ed, ora, in attesa di essere regolarizzati per votare chissà da che parte, li si lascia liberi di delinquere.
Alfano non può permettere queste oscenità.
Gioiscano i sinistrorsi, antiitaliani per eccellenza, coloro ai quali, la sola parola Patria, suona come un qualcosa di provocatorio ed offensivo.
E che dire di Cavallasca?
Non contiamo più le mail, le telefonate, che ci portano notizie di disagi:
la viabilità in via Imbonati, in cui, ci informano alcuni residenti, il rischio di investimento è giornaliero, i ladri sempre all’opera, nonostante le telecamere disseminate sul territorio, l’architetto Secchi licenziato con la conseguenza che i problermi urbanistici sono rimasti irrisolti, ed altro ed altro ed altro.
Cosa fa il nostro sindaco, oltre che cercare protezione ed aiuto al Sempiterno?
Sbugiarda il sottoscritto in Consiglio Comunale, incita, da dietro le quinte, chi gli sta intorno a denigrarci tutti quanti, nel tentativo di delegittimarci, e dice che tutto va bene, almeno da quando c’è lui.
Entrambi nuociono gravemente alla realtà in cui viviamo!
La verità è che siamo un povero popolo, ancora diviso nell’atavica guerra civile fra guelfi e ghibellini.
p.s
Sappiamo per certo che il prossimo presidente dell’Unione Europea sarà Martin Schulz.
Cosa possiamo aspettarci di buono da una simil Europa?
Ci rappresenta, forse?
vittorio belluso
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Molto bene: condivido tutto anzi, forse, andrei giù anche più duramente.:
E’ ora di finirla!
Baci
Ritengo che per il momento dobbiamo seguire la strategia del PdL per quanto riguarda il governo Monti.
Sta facendo quello che ai politici non è mai riuscito cioè riportare i piedi per terra agli italiani che hanno vissuto per anni sopra la loro possibilità economica scaricando gli oneri della politica sociale oppure del “Welfare” sulle spalle delle generazioni future, diminuendo anche le loro prospettive future.
Per me è giusto di aggiornare le pensioni alle possibilità economiche del Paese e salvaguardando le pensioni di chi è ancora lontano dall’età pensionabile.
Le liberalizzazione è un altro capitolo e non riguarda soltanto i farmacisti ed i tassisti. Penso soprattutto alle caste degli architetti, notai, commercialisti ecc. che con le tabelline alla mano chiedono onorari (alti) che non sono in relazione alle prestazioni effettuate, erigendo inoltre le barricate per evitare l’entrata di giovani (concorrenti).
Infine migliorare il mercato del lavoro che da un lato significa diminuire i privilegi di certe categorie a scapito di altri, obbligando gli imprenditori ad assumere dipendenti con contratti atipici di ogni genere, mantenendo però in questo modo una certa flessibilità per poter adeguare la mano d’opera alle variazioni della domanda dei loro prodotti. Tutto questo va accompagnato della creazione di ammortizzatori sociali a tutte le categorie di lavoratori quindi non solo ai soliti protetti dai sindacati.
la montagna ha partorito qualcosa che condivido appieno.