Una scatola vuota

Quando nel lontano 1970/1971 iniziarono le trattative dell’allora sindaco a vicesindaco Augusto Butti e Mario Ciocchi e poi portate a termine dal sindaco Adelfio Tettamanti per l’acquisizione di Villa Imbonati, l’intenzione era quella di avere un polo di attrazione per l’intero paese.
Per questo sono stati portati tutti gli uffici comunali (magari non era il posto ideale) oltre la biblioteca e le varie sedi delle associazioni come Gruppo Sportivi e Gruppo Alpini.
Tra i vari progetti di sistemazione vi era anche quello di realizzare antistante alla Villa, una nuova piazza, che a Cavallasca mancava in modo che Villa Imbonati si affacciasse sulla nuova piazza.
Alcune cose si sono realizzate altre sono rimaste solo sulla carta, un po’ per volontà e un po’ per mancanza di soldi.
Ora la Villa è desolatamente vuota e non so come potranno farla rivivere.
Sabato scorso entrando nella Villa ho incontrato una sola persona che si aggirava per i grandi saloni quasi come un fantasma.
Speriamo che non si ritorni ai tempi in cui si sentiva il trascinare di catene e il tintinnio di sonagli.
Spero che la prossima volta che entrerò di non incontrare i fantasmi del Parini del Manzoni del Pirandello o di Buffalo Bill che scorrazza con il suo cavallo per i vasti saloni.
Del resto per far rivivere la Villa non vedo facili soluzioni, anche se verranno organizzate mostre, incontri, convivi, questi avranno la durata di un solo giorno e non riempiranno di certo la scatola vuota.

Marco Augusto Frigerio

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