E’ da ieri 11 ottobre, che all’imbocco di via XX settembre a Cavallasca, è comparso un palo che prima non c’era.
Serve per l’implementazione delle telecamere con rilevamento automatico delle targhe, al fine di multare le auto che da lì transiteranno all’indomani dell’ufficializzazione del traffico limitato in tutta la zona.
In questo modo i genitori che ora sono soliti accompagnare i figli alla scuola, o all’asilo, e tutti coloro che non saranno provvisti di autorizzazione, verranno multati.
Anche coloro che andranno a visitare dei residenti all’interno della ZtL.
Insomma, il centro di Cavallasca sta per diventare inaccessibile come molti quartieri di Milano, o, più vicino, come il centro storico di Como, laddove lo scrivente, qualche hanno fa, venne multato perchè fotografato dalla telecamera della Ztl, a spingere la Vespa a mano (chiaramente spenta).
Il semplice fatto di aver introdotto un mezzo targato non autorizzato all’interno del centro storico per raggiungere una pizzeria, bastò all’allora amministrazione per rifilarmi 80 euro di multa.
Che dire di questa decisione del sindaco Macetti?
Innanzitutto va chiarito che a San Fermo non esiste una giunta, non esiste una maggioranza, se non di sola facciata.

Esiste semplicemente un uomo che dopo tanti, troppi anni di potere gestito talvolta anche mediante “facente funzione“, si è convinto di poter far tutto quello che gli passa per la testa senza consultare nessuno.
Nella sua maggioranza, non esiste alcuno che osi contraddirlo.
Le altre persone sono ridotte al rango di portaborse, contente loro! Dicono sempre entusiasticamente di si.
Più una claque che una giunta, a voler ben osservare.

Ma veniamo alla decisione di implementare la Ztl nelle zone adiacenti alla scuola elementare ed all’asilo del parroco.
Perchè lo fanno? E’ davvero necessario? E cosa c’entra con la decisione di chiudere la piazza Garibaldi al traffico in entrata?
La risposta, o, meglio, le risposte, sono fin troppo facili da trovare.
Tutto parte dalla sciagurata decisione, anni fa, di ristrutturare rifacendo da cima a fondo l’asilo (o scuola materna che dir si voglia), in una zona già allora satura di costruzioni, con le vie strette, e senza spazi di parcheggio.

Questo fu il primo, madornale errore, dettato da una non conoscenza delle criticità del territorio, unita alla presunzione di credere che il proprio giudizio fosse comunque insindacabile.
A questo errore, ne vennero aggiunti altri due, a ruota, uno conseguente all’altro.
Spesi soldi pubblici per l’asilo, non si poteva non spenderne altri per la scuola elementare, mezza cadente. Si decise così, in barba al buon senso e senza l’aiuto di un urbanista degno di tale titolo, di togliere i pochi parcheggi a fianco dell’asilo, per farci una bislacca palestrina, dalla forma asimmetrica.
Il problema dei posti auto carenti o mancanti del tutto, a questo punto, esplode in tutta la sua gravità.

Non solo i genitori di bambini in età pre e scolare non riescono a trovare nemmeno un posto ove fermarsi e far scendere il figlio senza intralciare il traffico, ma nemmeno le insegnanti di entrambi gli istituiti trovano facilmente un posto ove parcheggiare la propria auto.
Quindi cosa fa (e parliamo di queste stesse settimane) una amministrazione di improvvisati scienziati?

Semplice: va a chiedere al proprietario della casa adiacente alla scuola, lo stesso che vede la propria stradina privata di accesso alla dimora, inaccessibile per le auto parcheggiate di straforo sulla sua proprietà, specie in orario di entrata e di uscita da scuola, se – bontà sua – intenda cedere il suo terreno al Comune al fine di ricavarne dei posti auto funzionali alle nuove impreviste (da loro però, solo da loro, perchè noi qui, su questo blog, lo avevamo previsto e scritto) necessità.
Che altro dire?
L’attuale amministrazione, con ogni probabilità, rivincerà le elezioni del 2022, grazie alla superficialità ormai imperante a tutti i livelli della politica italiana. Al fermarsi alle esteriorità, basando solo su queste il proprio giudizio.
Questo se non accadrà che la lista del dottor Tiso (o un’altra figura ad oggi ignota), avrà saputo ammainare la bandiera rossa in favore di una che contenga anche del verde, dell’azzurro e del blu. Una vera lista civica, per intenderci, con persone intellettualmente di peso e in grado di far valere le proprie ragioni, in nome di un bene superiore, che altri non è che quello comune.
Speriamo che da qui a giugno 2022 qualcosa cambi.

vittorio belluso

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