Parè: a proposito dell’abbattimento della ex tessitura Ferretti

Con l’abbattimento del rudere che un tempo lontano costituiva la tessitura ex Ferretti ,se ne va un pezzo di storia di Parè,magari non la più gratificante,me certamente importante.

Per molti anni la sirena dello stabilimento ha scandito,al pari e forse di più delle campane della chiesa,la vita del paese di Parè.

Lo stabilimento dava lavoro a molti residenti in tempi in cui,a differenza di oggi,la stragrande maggioranza dei cittadini era impiegata in attività situate nel paese stesso. Altri tempi.

La Farmacia di mio nonno Giuseppe,poi passata alla sua morte avvenuta nel 1961, a mia madre, era situata proprio lì davanti.

Sicchè posso raccontare alcuni aneddoti e quel che a mia volta mi è stato tramandato, circa la storia della stamperia abbattuta appena ieri.

Premetto che mio nonno la farmacia la fondò nel 1913,ubicandola davanti alla allora filanda Fumagalli,evidentemente già funzionante.

Nei primi decenni del secolo scorso la zona del comasco era rinomata per l’allevamento del bacco da seta. Conseguentemente le filande che producevano direttamente la seta avevano necessità di ubicarsi nei pressi di corsi d’acqua pulita necessari alla produzione di questa. La filanda Fumagalli venne edificata lì per questo.

Durante il ventennio fascista la filanda entrò in una gravissima crisi finanziaria dovuta alla non competitività del costo della seta comasca con quella prodotta in Cina (una storia già sentita).

A salvare la fabbrica dal fallimento, fu la produzione dei paracadute di seta (leggeri e robusti): quanti sanno che la totalità dei paracadute che costituivano l’equipaggiamento delle neonate formazioni paracadutistiche italiane che si sarebbero coperte di gloria ad El-Alamein nell’ottobre del 1943, erano stati prodotti dalla filanda di Parè?

Passata la guerra, e con essa gli utili derivanti da questa, la fabbrica entrò in una seconda crisi, ancor più grave della prima; è a questo punto (siamo nei primi anni ’60) che l’impianto viene rilevato da un personaggio carismatico quanto pittoresco che rispondeva al nome di Angelo Ferretti.

Il Ferretti amava la bella vita e e le belle donne, come quell’ Ira Fustemberg che fu sua partner nella vita amorosa e commerciale nei fulguidi anni 60 in cui la ex filanda, tramutatasi in stamperia, toccò l’apice del successo.

Ricordo come fosse ieri le rombanti fuoriserie con le quali, sempre nel primo pomeriggio, mai prima,l’imprenditore arrivava da Milano.

Ricordo una strombazzante Maserati Ghibli gialla e tante Bentley e Rolls Royce con autista,ma anche una Lamborghini Miura.

Ricordo anche il fiumiciattolo che correva a fianco della farmacia che, a seconda delle ore, cambiava colore: ora giallo, ora rosso, ora viola….

Il Ferretti,dopo che per trentanni aveva frequentato Parè senza mai mettere piede nella farmacia che nel frattempo si era trasferita di circa un Km in direzione Como,in entrambi i due giorni antecedenti la chiusura dello stabilimento mise piede, per la prima ed ultima volta, nella nostra farmacia.

Lo servii io.Non erano cose urgenti. Anzi,mi sembrarono un pretesto.Ebbi l’impressione che quell’uomo,tanto temuto e carismatico, cosciente di essere in procinto di andarsene per sempre dal paese, avesse voluto, a suo modo,porgere un ultimo saluto gentile e garbato.

Si trasferì a Monte Carlo,dove passò gli ultimi anni della sua vita seduto ad un tavolo del casinò,spesso a fianco di Emilio Fede.

Sposò una certa Anna Staiano,che a sua volta sarebbe salita alla ribalta delle cronache per essere stata arrestata in Inghilterra con l’accusa di aver rubato le 62 lettere d’amore scritte da Lady Diana al suo ex amante, il maggiore James Hewitt, e di aver tentato di venderle al tabloid londinese Daily Mirror.

vittorio belluso

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Articolo in : Cavallasca, Rewind
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