L’epitaffio di San Fermo Democratica, nell’ultimo suo intervento in Consiglio comunale

Pubblichiamo l’ultimo intervento di San Fermo Democratica, l’ultima vera lista di opposizione che San Fermo avrà avuto almeno nei prossimi 5 anni, vista la operazione spregiudicata di questi giorni, di essersi inventata una seconda lista civetta, al solo fine di mantenere un potere sempre più effimero.
L’intervento è lungo e tecnico, di non facilissima interpretazione per chi non mastica politica locale.
Ragion per cui seguirà un nostro commento semplificativo.
Una cosa su tutte, però, va detta sin da ora: il nostro attuale sindaco appare politicamente finito. ( Molti forse sorrideranno a fronte di questa nostra affermazione. Ma anche nel 2014 scrivemmo più o meno la stessa cosa ed alla fine i fatti ci diedero ragione).
La causa?
La sua stessa arroganza.


il testo dell’intervento:

PER CHI CI HA SEGUITO IN QUESTI ULTIMI 6 ANNI. IL TESTO COMPLETO DELL’INTERVENTO NELL’ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE:
Oggi discutiamo il rendiconto 2021 del Comune di San Fermo della Battaglia.
L’ultimo della amministrazione comunale prima di nuove elezioni.
Nulla è cambiato nella modalità di presentazione da parte della Giunta Comunale:
Non una riunione preventiva dei capigruppo consiliari per illustrare il documento.
Non una relazione di accompagnamento scritta da parte dell’assessore competente
“che illustri le voci più significative e che riassuma il raggiungimento degli obiettivi principali assunti in fase di programmazione o le motivazioni del mancato conseguimento o mutamento dei risultati nel corso dell’anno”
Non un rendiconto semplificato o un’assemblea pubblica per illustrare il bilancio ai cittadini
Non una pur sintetica relazione da parte dei singoli servizi e uffici comunali anche per verificare gli obiettivi raggiunti e per capire eventuali criticità nel raggiungimento dei singoli obiettivi
Come gli anni scorsi ci è stato fornito solo il complesso documento contabile. Fredde cifre non semplici da interpretare se non fosse per l’impegno profuso  da un componente del nostro gruppo e la disponibilità degli uffici, non facile in tempi ancora di pandemia e con giorni festivi di mezzo. Disponibilità che comunque può dirimere dubbi ragionieristici ma non giudizi politici sulle scelte amministrative che stanno dietro alle singole aride cifre.
Insomma con le informazioni a nostra disposizione possiamo forse giudicare l’efficienza della amministrazione, non certo l’efficacia della gestione delle risorse.
Ne approfittiamo per alcune considerazioni riguardanti l’intero quinquennio, vista anche la scarna relazione di fine mandato pubblicata sul sito comunale evidentemente solo per ottemperare al D.Lgs 149 del 2011 e non per informare i cittadini come avviene in altri comuni più attenti alla comunicazione.
Il nostro comune è stato sicuramente privilegiato rispetto alla media dei comuni italiani con popolazione sovrapponibile (7.800 abitanti) ed alla media dei comuni lombardi, viste le cospicue entrate, che per il quinquennio in questione ammontano a circa 40.000.000 di euro.
Importante era quindi a nostro avviso mettere in atto da parte della amministrazione una precisa programmazione per capire quali fossero i bisogni più urgenti, quali procrastinabili, quali tempi di attuazione
Non meno importante sarebbe stato redigere un piano economico finanziario in grado di prevedere con il necessario anticipo la sostenibilità o meno della spesa corrente, che tendenzialmente si aggira intorno ai 5,5mln/anno, quando non verranno più erogati i trasferimenti annuali per la fusione ammontanti ad oggi a circa 800’000€.
A sostegno di tale necessità facciamo notare che nel quinquennio appena trascorso, ben il 26% delle entrate “una tantum” e quindi irripetibili, pari a 1’400’000€ è stato utilizzato per finanziare l’attività corrente del nostro Comune
Le opere realizzate nel corso di questi 5 anni sono state importanti in termini economici, la spesa in conto capitale, per investimenti, nel quinquennio resta comunque una parte cospicua vista l’entità del bilancio, circa 9 milioni di euro, di conseguenza manutenere in futuro il patrimonio comunale richiederà sempre più risorse.
Continuiamo però a sostenere che si è investito senza una programmazione, una analisi delle priorità, uno studio delle nuove esigenze nate dalla fusione con Cavallasca, con una completa esclusione e mancato coinvolgimento in questa “non programmazione” dell’opposizione, indipendentemente dall’importo in gioco.
Solo in tre casi in cinque anni è avvenuto un confronto:
conferenza dei capigruppo per la ristrutturazione dell’asilo di Cavallasca
conferenza dei capigruppo per declinare la nostra proposta di aderire al comitato 2 dicembre per il contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle Pubbliche Amministrazioni.
presentazione del progetto di cohousing in sede di commissione servizi sociali, progetto da noi approvato per la valenza che rappresenta. Si sottolinea comunque che tale commissione è stata convocata tre volte in cinque anni.
Il DUP, documento unico di programmazione, strumento previsto dalla legge per programmare è stato sempre visto solo come un obbligo burocratico e il programma delle opere pubbliche allegato lo abbiamo visto scrivere, cambiare, stravolgere più e più volte anche a distanza di pochi mesi.
Questo mancato coinvolgimento, ancor più sottolineato dal fatto di conoscere le decisioni assunte prima dalla stampa e poi in Consiglio Comunale, il vedere pubblicate le delibere di Giunta anche a diversi giorni di distanza dalla approvazione, non ci ha certo invogliato ad essere propositivi. E’ evidente che per questa amministrazione i consiglieri di opposizione devono tenersi lontani dell’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune.

Alcune scelte comunque le avremmo condivise anche con un voto favorevole e non con una asettica astensione, se solo ci avessero coinvolto nelle diverse fasi decisionali, non solo di valutazione della necessità, ma anche di modalità di attuazione e di valutazione di compatibilità di bilancio; come ad esempio la ristrutturazione del Somaini per realizzare un cohousing per il quale avevamo già espresso la nostra approvazione, o anche interventi minori ma pur significativi come il percorso pedonale da Santa Maria alle scuole di via Lancini.
Altre opere le abbiamo osteggiate, come l’investimento in casa d’altri rappresentato dalla scuola materna di Cavallasca (anche se si tratta solo parzialmente di una vera spesa in conto capitale e per il resto è la presa in carico di un mutuo) per realizzare una struttura sovradimensionata rispetto all’effettivo utilizzo in una zona già congestionata dal traffico scolastico. Per quest’ultimo aspetto siamo arrivati poi alla contraddizione di cercare di definire una ZTL per contenere il traffico e nello stesso tempo prevedere di spendere altri 600.000 Euro per creare al suo interno un nuovo parcheggio.
Oppure la nuova sede della protezione civile nel parco ex Robinson, ormai malridotto, che una volta era il vanto di San Fermo, di fronte alle scuole. Per entrambe le scelte (asilo e sede della protezione civile) avevamo proposto alternative; ma le nostre proposte non solo non sono state accolte (l’avremmo accettato in ambito di confronto civile) ma sono state di fatto ridicolizzate e a volte strumentalizzate. Questo purtroppo è stato il livello del confronto.
Altra spesa in conto capitale semplicemente incomprensibile è stata l’improvviso e inaspettato acquisto da un privato di un terreno in una zona agricola paludosa, senza ancora un progetto chiaro su come utilizzarla, con un esborso di 70.000 euro.
Altrettanto poco trasparente è stato decidere di  edificare una nuova palestra per le scuole e gli abitanti di Cavallasca senza chiarire cosa ne sarà dell’esistente che, non più utilizzata dai bambini della scuola, perde la finalità per la quale era stata realizzata.
Altre opere ancora, che potrebbero anche avere una giustificazione, come una nuova piazza per Cavallasca, sono state progettate però senza un confronto con la popolazione interessata, calate dall’alto, nel caso in questione lasciando dubbi soprattutto per quanto riguarda la nuova viabilità.
Visto che questa è l’ultima occasione per parlare in Consiglio di bilanci, forse è giusto accennare a un bilancio che vada al di là dell’aspetto economico, affrontando anche alcuni importanti nodi di natura più politica e amministrativa.
Va detto infatti che non si è mai voluto fare un bilancio degli effetti della fusione.
Il debito del vecchio comune di Cavallasca lo abbiamo risolto, contrariamente a quanto pronosticato, già nel primo anno di fusione, per inciso, utilizzando una parte modesta dei trasferimenti della fusione aggiunti ad un avanzo di amministrazione del 2016 dell’ex comune autonomo di Cavallasca e completati da proventi straordinari incassati dal nuovo Comune ma di pertinenza di Cavallasca,
ma quali risultati abbiamo ottenuto per quanto riguarda il miglioramento dei servizi, l’efficienza della macchina comunale, della crescita culturale, della soddisfazione dei bisogni sociali, dei trasporti?
Non è dato sapersi!
O meglio l’unica operazione visibile è stato l’accentramento di personale e servizi in una unica sede, quella del comune incorporante.
Certo anche per questo bilancio, come per quello economico, bisognava porsi degli obiettivi. Ma fin dall’inizio si è parlato solo dell’obiettivo di eliminare un disavanzo di bilancio e non di altro.
Entro 90 giorni dalla fusione si doveva predisporre un nuovo Statuto Comunale, abbiamo dovuto scrivere più volte al Prefetto per cominciare a parlarne ad oltre metà del mandato. Come minoranza abbiamo avanzato numerose proposte per dare al nostro Comune uno Statuto Moderno all’altezza dei tempi, e per cercare forme di garanzia e partecipazione delle minoranze, in particolare delle future minoranze, ed anche della popolazione. Purtroppo tutte le nostre proposte sono state bocciate. Questo è stato il livello del confronto.
Alla acquisizione del nuovo Statuto non è seguita una altrettanto necessaria revisione e aggiornamento del Regolamento del Consiglio Comunale. Lo stesso presidente della commissione per lo Statuto nominato dalla maggioranza lo aveva chiesto. Ma non si è fatto.
Non è andato in porto nemmeno il nuovo PGT e regolamenti annessi, per cui dopo cinque anni nei due ex comuni sono in vigore regole diverse in materia edilizia.
Peccato! non solo perché questo genera confusione, ma anche perché un confronto sul nuovo PGT avrebbe chiarito fino in fondo quanto nei fatti e non solo con le parole questa amministrazione volesse perseguire l’obiettivo di consumo di suolo zero e la salvaguardia dell’ambente e del paesaggio.
Paesaggio già compromesso dalle disordinate e invasive costruzioni realizzate in base ai vecchi PGT in entrambi i comuni e che sarà ancora di più stravolto se passa la richiesta di autorizzare a costruire in deroga al PGT vigente sulla collina di Camerano.
Ci fermiamo qui anche se abbiamo citato solo alcune questioni e molte altre meriterebbero un bilancio di fine amministrazione.
Ma ci sarà sicuramento modo di farlo in altri contesti
Vogliamo concludere solo sottolineando di nuovo che l’azione amministrativa principale che ha caratterizzato il quinquennio 2017-2022 è stata senza dubbio la fusione sulla  quale noi eravamo d’accordo, o meglio, l’incorporazione per la quale noi non eravamo d’accordo, di Cavallasca nel comune di San Fermo.
Non vogliamo tornare sul diverso significato tra fusione ed incorporazione, ma solo ribadire che se tale azione fosse stata condotta con criterio, già sin dai primi approcci avuti, con l’amministrazione di Cavallasca, circa uno o due anni prima  del 2016, prendendosi il tempo necessario per progettarla, senza la spada di Damocle rappresentata dall’aumento di nuove tasse, dimostratasi poi peraltro meno insidiosa del previsto, sarebbe stata un’occasione irripetibile sotto tutti i punti di vista:
Ma così non è stato!

San  Fermo della Battaglia 29 Aprile 2022
Gruppo consiliare SAN FERMO DEMOCRATICA

 

Mi Piace(11)Non Mi Piace(2)
Print Friendly, PDF & Email
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Potrebbe piacerti anche