Sono iniziati i lavori, a suo tempo annunciati dalla nostra amministrazione, per costruire una seconda palestra a Cavallasca, stavolta adiacente alla scuola elementare di via Monte Sasso, essendo considerata quella comunale troppo lontana e quindi disagevole per i bambini.
A suo tempo abbiamo già trattato questo argomento ( link), sottolineando come non ci pareva molto astuto, rimediare ad un errore con un errore ancora più grossolano.
E questo in quanto la zona ove è ubicata la scuola – centro storico di Cavallasca – è urbanisticamente satura, cioè priva di spazi, cioè priva di parcheggi.
Un’area dalla difficile viabilità, dalla drammatica mancanza di parcheggi, dalle strade strette tanto da imporre dei sensi unici per snellire il traffico, oggi non più idonea ad essere sede di una scuola elementare, con tutto il traffico che questa genera, fra giallobus, auto del corpo insegnante e docente, auto dei genitori, che si sommano al traffico proveniente dalle vie adiacenti di persone che, nelle ore di inizio della scuola quindi di maggior assembramento viabilistico, debbono passare di lì per recarsi al lavoro.
Gli ingorghi sono all’ordine del giorno.
Ora, togliendo la sola piccola area che ad oggi era adibita a posti auto della scuola per costruirci sopra una palestra, tale problema, in questi giorni di inizio lavori, è venuto al pettine, come del resto noi avevamo previsto e denunciato su questo blog in tempi non sospetti.

Solo ora che i lavori sono iniziati, portando ogni genere di disagio all’attività della scuola ( … a proposito, signor Mascetti, ma le pareva il caso di far cominciare detti lavori a dicembre e nel pieno di una pandemia sanitaria che impone precise regole di distanziamento anche all’interno degli edifici a bambini e maestre che ora hanno difficoltà persino ad andare in bagno, visto che quello del piano superiore è stato riservato agli operai del cantiere??), ci si rende conto che le maestre, le bidelle e quanti altri non hanno più dove parcheggiare l’automobile.
Addirittura, il povero proprietario dell’area adiacente alla scuola che si può scorgere dalla immagine di copertina, ove ha sede una azienda agricola, è stato tempestato da richieste arrivategli da più persone, le quali, tutte e quante, gli chiedevano se “per favore”, a loro e solo a loro, avrebbe potuto concedere un posto auto all’interno della proprietà.
Assurdo! – diremo noi – che si chieda ad un privato di rimediare ad errori di progettazione urbanistica di una pubblica autorità.
Ma a San Fermo, ove si costruisce a casaccio e senza una visione d’insieme, più con lo scopo di fare contenti i piccoli potentati locali che di rendere un servizio alla comunità, questi obbrobri sono all’ordine del giorno.
C’è poi qualche “genio”, non sappiamo se all’interno dell’amministrazione o fra i tecnici del Comune, che ha dichiarato che il problema della mancanza di posti auto attorno alla scuola sia ovviabile parcheggiando a 1 km di distanza, nel parcheggio di Villa Imbonati, che noi sappiamo già da adesso essere divenuto insufficiente per l’odierno traffico, soprattutto in concomitanza con le funzioni della vicina chiesa di San Michele, che, anch’essa, manca totalmente di posti auto per i fedeli, né mai nessuno si è sognato di andare a chiedere alla parrocchia di realizzarli.

Considerazioni:

Ma dove sta scritto che la mancanza di progettazione, la mancanza di visione urbanistica, debbano venire alla luce sempre e solo dopo che determinati errori urbanistici sono già stati compiuti?
Non è forse già questo, il chiaro segnale che chi ci governa non è all’altezza di amministrare una comunità allargata quale è quella che si è formata con l’incorporazione di Cavallasca in San Fermo?
Quante altre prove di inadeguatezza dovranno venire alla luce in futuro, perchè gli elettori prendano coscienza che serve lungimiranza?

… l’ultima considerazione non può che essere economica.

Si stanno spendendo ingenti capitali, indebitando il Comune pur a fronte delle entrate dei parcheggi dell’ospedale Sant’Anna e del premio annuo di fusione che scadrà nel 2026, per lavori inutili o addirittura deleteri.

Ci riferiamo a quanto elencato qua sopra, in aggiunta ai lavori per la nuova sede della protezione Civile di via Lancini, alla chiesetta ex Somaini finita proprio in questi giorni al costo di 185.000 euro, capitali che sommati fra loro costituiscono cifre enormi, per realizzare immobili che, una volta finiti gli incentivi di Stato per la fusione, non si saprà come fare a mantenere, e che, quindi, cadranno in disgrazia, nell’incuria, nell’abbandono.
Badate bene, il mio non è un cattivo presagio!
E’ solo spirito di osservazione.
L’Italia è piena di cattedrali nel deserto, realizzate per campagna elettorale, poi lasciate marcire.
Con gli stessi soldi, si sarebbero potute abbassare le tasse.
Il Comune di San Fermo chiede molto alle aziende, e chiede l’Irpef ai lavoratori che risiedono sul suo territorio.
Non sarebbe stato meglio – in tempi di crisi economica senza precedenti quale è questa che stiamo vivendo – cercare di dare un aiuto concreto abbassando le tasse comunali?
L’IMU per le aziende, per esempio.
O l’addizionale comunale che ogni lavoratore dipendente residente si vede trattenere in busta paga.
Questo – secondo il nostro modesto avviso – sarebbe un concreto esempio di buona amministrazione.
Non la realizzazione sistematica e costosa di casermoni da inserire nel prossimo libretto elettorale, e che toccherà alle generazioni future mantenere.

vittorio belluso

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