Secondo alcune fonti,
nella testa del nostro sindaco, starebbe prendendo forma l’ennesima idea che riteniamo sbagliata.

Infatti, dopo l’asilo regalato alla parrocchia di Cavallasca, ristrutturato a spese della collettività, dopo l’avvio dei lavori per la nuova sede della Protezione Civile a San Fermo, sede inutile quanto costosa e doppiona di quella già esistente a Cavallasca e abbandonata subito dopo la fusione dei due Comuni, dopo non aver più speso un euro per i lavori (già deliberati) per l’allargamento (a suo tempo votato in Consiglio comunale e poi bloccato da successiva delibera) della discarica comunale di via Peneporto (unica opera pubblica che avremmo applaudito perchè la riteniamo utile se non indispensabile) … ora si sarebbe messo in testa di spendere altri soldi pubblici, per rifare e sbarrare una piazza che prende il nome di “Piazza della chiesa”, a Cavallasca, proprio davanti al sagrato della chiesa di San Michele.

Per farlo, dicono i bene informati, il sindaco intenderebbe chiudere l’eccesso veicolare alla piazza, dirottando tutto il traffico sulla via Sarfatti, che, di conseguenza, essendo assai stretta, diventerebbe a senso unico.
Insomma, se le nostre informazioni si dimostreranno fondate, saremmo di fronte all’ennesima opera inutile, e per di più costosa.
La domanda che ci poniamo è: “Perchè?”
Possibile che nessuno provi a fare ragionare questo signore che ogni giorno di più assume i connotati del ducetto di quartiere?
Che si è convinto che San Fermo e Cavallasca siano “cosa sua”, e che, per questo, fa e disfa a piacimento secondo logiche che sono distanti anni luce da noi?
Che ci diffidi se vuole!
Non abbiamo paura!, perchè sappiamo di essere sempre rimasti confinati nella dialettica politica, della critica diretta, schietta e sincera, come sancito dalla nostra Costituzione democratica.
E di esserci sempre firmati, cosa ancora più importante, a differenza di molti altri che parlano e parlano, ma sempre nascondendosi dietro pseudonimi da leoni di tastiera!
Noi continueremo a battere il chiodo del populismo spiccio, della logica elettorale di paese che nulla ha a che vedere coi reali (e supremi) interessi del popolo residente.
Popolo che viene troppo spesso messo di fronte al fatto compiuto.
Che non viene interpellato, magari attraverso un sano referendum (per istituire il quale – nell’ordinamento dell’ex Comune di Cavallasca – mi ero speso quando ero consigliere comunale).
E’ questa la San Fermo che vogliamo?

vittorio belluso

 

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