Torniamo oggi su due notizie su cui ho accennato nell’articolo precedente, e che si sono avverate nell’arco di 48 ore.

La prima è che, dopo la denuncia del presidente dell’ordine dei farmacisti – Attilio Marcantonio – i Nas si stanno muovendo nella Provincia di Como  per andare in quelle ferramenta e tabaccherie ove sono stai messi in vendita i test rapidi per la determinazione del Covid19, senza permesso e senza tracciamento.
Del resto, se fosse stato così facile, detto test si sarebbe già trovato da mesi in vendita in farmacia, ma così non è stato, proprio perchè le disposizioni di legge per l’acquisto e la vendita ne hanno sconsigliato – da parte dei farmacisti – la vendita.
Troppi rischi connessi.
Rischi che evidentemente persone senza scrupoli sono invece disposte a correre.

L’altra notizia, da noi più volte denunciata su questo blog, è che il nostro sindaco rifiuta di informare i residenti sull’andamento dei contagi sul nostro territorio.
E’ da mesi che lo denunciamo, ma solo ora, incalzato dalla giornalista de La Provincia, finalmente Mascetti ha spiegato il suo punto di vista.
Secondo lui, ci sono già i media ad informare la popolazione, e bastano e avanzano.
I numeri dichiarati sono poi vecchi, e – di molto – approssimati per difetto.
Perchè questo atteggiamento da parte del nostro primo cittadino?
Volte sapere quello che pensiamo?
Bene! Noi pensiamo che la spiegazione di un simile atteggiamento, è da ricercarsi nella pochezza culturale del contesto in cui viviamo a San Fermo.
La mentalità è ancora paesana.
Di molto corto metraggio.
Quel che da sempre vuole – il nostro sindaco – è dare un’immagine di San Fermo quale isola felice, ove certe cose non accadono.
Persino il virus deve rispettare i confini comunali.
E stessa storia – badate bene – è a Colverde.
Comunità ove i preti, le parrocchie, le associazioni, tutte insieme collaborano  armoniosamente per il bene della comunità.
Per cui non si finisce mai di elogiarle e, soprattutto, ungerle.
Questo vuol dire fare il sindaco di una comunità piccola e retrograda.
Significa avere un sindaco che non dice alla gente la verità perchè è convinto che questa non sia preparata a riceverla, e che quindi preferisce mettere la testa sotto la sabbia e continuare a credere che “andrà tutto bene”.
Ripeto è il paese. La mentalità del paese.
Quella stessa mentalità che in tempi non lontani permise che il sottoscritto venisse additato come come una sorta di “agitatore calunnioso”, solo perchè diceva che il Comune in cui viveva non era amministrato bene, e che si spendeva troppo per l’allora personale impiegato, dando premi pecuniari, privi di copertura, che spesso erano immeritati.
Allora come oggi, la popolazione, nel suo complesso, preferiva le frasi rassicuranti e di circostanza – esattamente come oggi – in cui un sindaco presenta solo la realtà che vuole, sempre ovattata, sempre melensa.
Così è oggi a San Fermo per il covid-19.

Il sindaco non fornisce i dati, e così facendo – forse senza rendersene conto – incentiva comportamenti scorretti di ragazzi e anziani che, credendo che il problema dei contagi sia del tutto marginale (e non devastante come invece nelle ultime 4 settimane), non usano la mascherina o la indossano scorrettamente, non rispettano il distanziamento, si fermano in capannelli a parlare del più o del meno, senza rendersi conto dei rischi a cui si stanno esponendo e a cui esporranno i propri cari una volta rientrati a casa.

Il sindaco non dà i numeri dei contagi, però, sapendo prima e meglio di chiunque altro i nomi dei registrati positivi fornitigli dall’ATS, si premura di chiamare una per una le persone risultate positive, per sincerarsi del loro stato.

Un gesto che fa piacere a chi lo riceve, ma che – a nostro avviso – rientra nella mentalità detta prima, in cui la campagna elettorale è per costituzione “porta a porta”, o, meglio “cornetta del telefono a cornetta del telefono”.

vittorio belluso

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