La casta dei commercialisti

Quando un barbone ruba una mela finisce in galera e quando su amico fa il palo anche lui finisce dentro.

Traduciamo il barbone in un evasore fiscale ed il palo in suo commercialista.

Dalla mia esperienza personale ho visto finire in galera negli Stati Uniti per 3 anni, un consulente fiscale, oltre al pagamento di una multa. Aveva proposto ai suoi clienti una costruzione fiscale che consentiva dei grandi risparmi. Peccato che l’Agenzia delle Entrate statunitense aveva fatto ricorso, ricorso vinto. Il giudici ha considerato la costruzione una mera evasione fiscale. Conseguentemente il consulente fiscale è stato arrestato e condannato come detto sopra. I clienti che hanno approfittato del meccanismo sono stati costretti a pagare le tasse oltre a salatissime multe. Questo è soltanto un esempio. Ne potrei citare altri ma vorrei arrivare al nocciolo.

Salvo gli contribuenti “inesistenti” la dichiarazione viene preparata di solito dal commercialista in base ai documenti che riceve dal suo clienti. Questo è soprattutto necessario quando il cliente è soggetto al redditometro, perché i conti devono apparire congrui (termine ufficiale).

Potete capire che salti mortali deve fare quadrando questi conti, sopratutti nei casi di una forte evasione fiscale.

Spesso si sente affermare dal commercialista che lui “non sapeva dell’evasione fiscale, perché il cliente ha omesso di fornire tutta la informazione”.

Allora vi dico che o il commercialista è uno stupido o racconta una bugia.

Dalla sua esperienza lui sa benissimo la redditività di certa attività ed inoltre vede il tenore di vita del suo cliente, quindi è facile la conclusione che evade.

Per fortuna un numero crescente dei professionisti rifiuta la preparazione della dichiarazione dei redditi nel caso di sospetta evasione, oppure rifiuta a sottoscriverla.

Cosa si potrebbe fare:

a) L’Agenzia delle Entrate dovrebbe avere la facoltà di multare anche il commercialista (nella qualità di “palo”) p.e. farlo pagare 20% delle tasse evase più interessi. Se il commercialista è iscritto in un albo, l’Agenzia dovrebbe segnalare il fatto all’Albo,

b) Gli organi direttivi degli albi professionali (commercialisti, ragionieri, revisori contabili, ecc.) dovrebbero punire la persona a secondo la gravità del caso (avvertimento, sospensione limitato o radiazione dall’albo).

c) Nel caso che la evasione supera certi limiti, l’Agenzia informa le autorità giustiziale competente per il rinvio al processo del commercialista.

Finora non ho sentito niente di commercialisti espulsi dell’albo. Forse succede ma lo tengono il più possibile all’oscuro, tanto per proteggere la casta.

Sara ora che prendono una posizione più netta e trasparente nel confronto degli iscritti che aiutano i loro clienti ad evadere le tasse,p.e. la pubblicazione dei provvedimenti presi sui giornali locali. In barba alla privacy, sono complici di ladri e come tali devono essere trattati.

 

Montagna

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