Quando ad essere strumentalizzata, è la fede

La Rai Tv, da tv del regime quale è da sempre, non è nuova nel “mandare avanti” il molleggiato che, con le sue esternazioni apparentemente anticasta, in realtà finiscono per sostenere ed appoggiare proprio il potere costituito.

Infatti, non è un caso che egli trovi spazio e prebende su mamma Rai, una Tv che, non dimentichiamolo, fra una canzonetta e l’altra, si è pure permessa di ricordare che, da quest’anno, anche le aziende, tutte le aziende, in quanto proprietarie di computer e di linea ADSL, dovranno pagare l’odioso balzello del canone, che è un vero e proprio insulto alla libertà di espressione, e, quindi, di scelta.

Ma torniamo al molleggiato:
Dal pulpito di San Remo, Celentano ha affrontato l’argomento forse più delicato che possa esistere sulla terra: la fede.

E l’ha fatto come se fosse il prete che non è.

Il messaggio, in verità, è pienamente condivisibile, e adatto a molte realtà, quali, per esempio, la nostra di Cavallasca. (A tratti, nell’ascoltarne il sermone, ho pensato che facesse espresso riferimento proprio a noi).
“Date a Cesare quel che è di Cesare, e date a Dio quello che è di Dio”. che, tradotto in cavallaschino, suona più o meno così:

Lasciate amministrare le questioni amministrative agli amministratori eletti dai cittadini, e smettetela di mescolare le due cose, (fede e politica), per tentare di risollevare il vostro scarso consenso”.

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Articolo in : L'editoriale di FC
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