Ed ora? Cosa aspettarci nei prossimi 5 anni

A bocce ormai ferme, fatta l’analisi del voto sulla base dei numeri oggettivi, possiamo sbilanciarci nel prevedere cosa succederà nei prossimi 5 anni.

Innanzi tutto diciamo che sarà del tutto inutile seguire i “lavori” del Consiglio comunale, e questo perchè non è più rappresentativo di nulla.
Non esiste più una opposizione. Esiste solo la lista del sindaco, ( ovverosia lui medesimo e da solo), e la lista del prete, evidentemente non pago di tutte le regalie ( a spese nostre) ricevute dal sindaco nei 5 anni passati.
Ma tant’è!
Ben poco cambia.
Ora Mascetti non ha più controlli, se non il nostro.
Faremo opposizione esternamente al Consiglio Comunale, come già abbiamo fatto in passato.

Seguiremo e rendiconteremo tutte le nuove “genialate” di Mascetti, che, ormai, si sente una specie di Napoleone novello.
E insisterà- sempre di più – nel voler imporre la propria volontà a discapito di quella di tutti, senza il controllo del Consiglio comunale, che, appunto, di fatto, non esiste più.

Senza un PGT, sviscerato nelle sue tre componenti, la politica urbanistica di San Fermo e di Cavallasca è ora alla mercè di un uomo solo.
Fatti e non parole”, dice il suo motto.
E su quest’onda aspettiamoci, dopo l’obbrobrio viabilistico dell’imbocco per Villaggio del Sole dalle sola vie Sarfatti o Bignanico, una piazza a Cavallasca fatta su un gusto che non esitiamo a definire dubbio. Con tanto di fontanella kitsch a bordo strada, quasi a sottolineare che una volta diventata una sola la corsia in uscita da Piazza Garibaldi, poi non sarà più possibile tornare a due se non spaccando tutto.

Peccato- diremo noi – perchè in questi anni, coi soldi provenienti da Roma frutto della Fusione fra i due Comuni, si sarebbero potute fare opere magari meno appariscenti ma fondamentali, come, per esempio, il tanto auspicato marciapiedi per Ca’ Martello che nessuno ha mai nemmeno provato a realizzare.
Eppure quella sarebbe un’opera, magari affiancata da una pista ciclabile, in grado di salvare delle vite e di migliorare sensibilmente la qualità della vita degli abitanti, e non solo della loro.

La comunità si dividerà in tre.
Da una parte gli oppositori dichiarati, una sparuta minoranza, quelli che, come me, hanno votato il referendum ma hanno pubblicamente rifiutato la scheda comunale.
Gli oppositori silenti, che sono in nettissima maggioranza, ovverosia quelli che o non sono andati a votare a o sono andati, scrivendo ogni genere di amenità indirizzate al sindaco.

E poi i cosiddetti “mascettiani”.
Una pletora di lacchè che sempre ci sono stati e sempre esisteranno, che sperano, prostrandosi di fronte al potere, qualunque esso sia, di ottenere qualcosa. E, di solito, ci riescono.

vittorio belluso

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