Il tempo comincia a stringere.

Fra meno di 1 anno ci saranno le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione di San Fermo, ma, nonostante questo, sulla parte di sponda che non si riconosce in Mascetti e che – anzi – vede nell’attuale sindaco una figura largamente negativa per il futuro delle due comunità unite ( Cavallasca e San Fermo), … tutto tace.
Non si riesce a trovare una figura che abbia lo spessore e il coraggio di schierarsi contro un uomo che ha fatto della gestione del potere, il suo mestiere.

Egli può contare sul presunto appoggio di una ridda di enti, congregazioni e associazioni, che a suo tempo ha pensato bene di “amicarsi”, attraverso elargizioni smodate che hanno fortemente segnato quelli che saranno i bilanci degli anni futuri, ben oltre il 2027, allorquando il milioncino di euro che entra annualmente nelle casse del municipio sotto forma di premio per la fusione fra San Fermo e Cavallasca, cesserà.
Come abbiamo già scritto in passato, solo allora ci si renderà conto che il patrimonio immobiliare, gonfiato a dismisura, che il Comune si vedrà costretto a mantenere, sarà esagerato per le reali possibilità economiche di San Fermo.
Ma, allora, parliamo appunto del 2027, sarà già ora di nuove elezioni e toccherà ad un’altra amministrazione cimentarsi con le “magagne” che l’attuale lascerà in eredità.
Cosa fare quindi per tentare di correggere una rotta – già tracciata – che continuerà a fare danni anche per il prossimo lustro, se l’attuale amministrazione verrà riconfermata?
Semplice: occorre trovare un candidato sindaco in grado di fare ragionare le tante persone che sono state tratte in inganno da una politica spregiudicata che tanto assomiglia a quella “clientelare” già vista tante volte, in specie nei grossi centri, che ha visto e vede investimenti sempre mirati al massimo ritorno in termini di immagine nell’immediato (mai nel medio-lungo termine), ma trascurando totalmente le periferie, sommata ad articoli di giornale che sembrano più figli di una vera e propria propaganda che del libero pensiero.

Tutte queste persone, pur bravissime e in buona fede, facenti spesso parte delle associazioni presenti sul territorio, sarebbe auspicabile che allargassero i propri orizzonti, e si preoccupassero più del bene comune che di quello della specifica associazione o congregazione di cui fanno parte.
I tempi cambiano in fretta ( Cavallasca ne è stato l’esempio nel recentissimo passato), e ciò che può apparire impossibile oggi, potrebbe essere possibile già domani.

vittorio belluso

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