Si è svolto -in un clima surreale- l’ultimo Consiglio comunale di Cavallasca

Ieri sera -30 novembre 2016- si è svolto quello che, con ogni probabilità, passerà alla storia per essere stato l’ultimo Consiglio comunale di Cavallasca.
Pochi i punti all’ordine del giorno fra cui una variazione di bilancio ed il riconoscimento di un piccolo debito di 5000 euro.
Clima surreale, dicevo, perchè l’aria che si respirava era di abbandono della nave, di disarmo.
La segretaria comunale dimissioanria, il revisore dei conti dimissionario, il sindaco e con lui tutti noi a fine mandato anticipato… mancavano le premesse per un dibattito acceso come in passato.
Mancava persino la volontà di controbattere.

L’unico spunto di rilievo, in mancanza totale dell’altra opposizione, è venuto da me, allorquando, dopo essermi subito la filippica inverosimile del sindaco, tutta tendente a minimizzare i danni prodotti dal buco di bilancio causato dalla Sua amministrazione, ho controbattuto al vicesindaco Gatti, subentrato di rinforzo al sindaco, nel tentare di avvalorare le amenità che aveva appena detto, che, se la situazione fosse stata davvero così meno grave di quanto presentata da non meglio precisati ‘organi mediatici‘ (il mio blog? Il giornale La Provincia? Tutti e due insieme?) perchè allora non si è scelto di abbassare le tasse che sono le più alte possibili?

Segue file audio, ci scusiamo per la pessima qualità:


Ultima considerazione la famosa commissione di rappresentanza in cui in questi giorni si sta parlando, anche grazie al mio intervento con l’indicazione di quattro nominativi più il mio, va fatta scegliere alla gente e non nelle ‘stanze del palazzo’.

Spiace per il signor Ronchetti, che, evidentemente, non solo aspira a prenderne parte ma forse anche a presiederla, ma crediamo di doverlo sconsigliare dal continuare cocciutamente su questa strada.
I cavallaschini non ne riconoscono più l’autorità e non lo vogliono più.
Se lo capisse, tanto meglio sarebbe per lui.gatti
Se, viceversa, continuerà a lavorare nell’ombra per tentare di garantirsi una posizione di prestigio sulla base delle elezioni di 3 anni fa cancellate dagli avvenimenti, finirà certamente col farsi male da solo un’altra volta.
Noi siamo qui, pronti a vendere a caro prezzo nostra pelle appellandoci direttamente alla Regione Lombardia se solo avremo il sentore di essere stati ‘fregati’, ma forti di un consenso mai avuto prima di oggi,

vittorio belluso

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Questa sera Consiglio Comunale. Presumibilmente l’ultimo

Questa sera alle h 20,45, nella sala consigliare di villa Imbonati, si terrà quello che, con ogni probabilità, visto che siamo ormai nell’ultimo mese di esistenza del nostro Comune come Ente autonomo, l’ultimo Consiglio Comunale di tipo ‘operativo’.
(Probabilmente ne verrà indetto un ultimo ancora per salutare la popolazione prima di ‘togliere il disturbo’).
All’Ordine del giorno, un ennesimo buco di bilancio, stavolta di 5000 euro circa.
Poca cosa – è vero – ma, essendo il municipio in uno stato definito tecnicamente di pre-dissesto, situazione che impone una ennesima variazione del bilancio ed una nuova richiesta di accesso al fondo straordinario visto che i soldi che stiamo usando ultimamente ci sono stati prestati dallo Stato, si rende necessaria la delibera di Consiglio.
Sorvolo, per carità di Patria, sul fatto che fra poco dovremo pagare l’IMU al massimo, e l’Irpef col conguaglio. Sorvolo.
Non ho più voglia di pormi in polemica con figure che sono già virtualmente defunte.
Non ho più voglia di occuparmi di un bilancio comunale che sembra una fetta di gruviera, almeno quella è l’immagine che mi si para di fronte agli occhi ogniqualvolta me ne devo occupare. Aspetto il 1° di gennaio.
Aspetto il nuovo corso.
Aspetto conscio che quanto avevo previsto si è realizzato.
Io, il diffamatore diffamato, avevo ragione su tutto.
Eravamo mal governati.
Noi e i rossi siamo stati battuti dal voto di scambio.
Dal connubio clientelare che si era instaurato fra chi ci amministrava secondo il potere politico che si era messo a braccetto con quello amministrativo.
Magari gli stessi che, ora, come topi sulla nave che affonda, cercano di scappare dalla biscaglina, in cerca di nuove imbarcazioni sulle quali accomodarsi per dare reinizio al banchetto con le scorte della stiva.

vittorio belluso

topi-in-fuga-imbonati

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#IOVOTONO

… i fautori del SI, benpensanti o organi di informazione asserviti al grande capitale che siano, mi sono in questi giorni indigesti quanto lo erano poche settimane fa quando dicevano che se avesse vinto Trump il mondo sarebbe andato in rovina.
Voto NO perchè non credo più alle fandonie del signor Renzi,

Voto NO perchè non cedo al terrorismo mediatico legato ai mercati finanziari.
Voto NO perchè sono libero da condizionamenti bastardi.
Voto NO perchè mi sono informato.
Voto NO perchè voglio cambiare, ed il cambiamento, al contrario delle apparenze, è nel NO.
Il SI è confermativo.
Il NO è rivoluzionario, perchè anticipa la fine di chi ci sta governando verso il fallimento della Nazione nel modo che è sotto gli occhi di noi tutti: col voto di scambio e con l’immigrazione clandestina.

vittorio belluso

voto-no

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Commissione di rappresentanza: i cittadini chiedono un’assemblea pubblica

Segnaliamo che, per quanto concerne la famosa commissione di rappresentanza cavallaschina nel nuovo comune di San Fermo della Battaglia della quale oramai da troppo tempo si parla senza risolvere nulla, sono stati diversi i cittadini che ci hanno scritto chiedendo che venga convocata un’assemblea pubblica in cui chi lo desidera si possa proporre al giudizio dei residenti.

Un’assemblea cittadina, quindi, da tenersi entro il 31 dicembre di quest’anno, dove persone appartenenti alle diverse associazioni e a differenti settori possano rendersi disponibili per formare un Team coeso e rappresentativo, per fare da ponte alla nuova configurazione territoriale data dalla fusione.

Noi pensiamo che sarebbe proprio giusto così!

vittorio belluso

commissione

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Non si dimentichi mai chi era veramente Fidel!

La morte di Castro, personaggio senz’altro carismatico e ricco di apparente umanità, non deve distogliere la nostra attenzione da quelli che sono stati i punti focali della sua vicenda umana, legata alla storia di Cuba

Non si dimentichi di quegli esuli cubani che, mandati avanti nel 61 da Kennedy alla baia dei Porci e poi abbandonati a se stessi, finirono tutti catturati, fucilati, torturati, impiccati.

Non si dimentichi della crisi dei missili di Cuba, in cui il mondo giunse fin sulla soglia del disastro nucleare: era Fidel il primo responsabile, lui ad aver pensato di concedere il proprio territorio ai sovietici per istallarvi dei missili a testata nucleare direttamente puntati sulle metropoli statunitensi.fidel-castro
La reazione americana era da attendersi perchè scontata.
Non si dimentichi dei barconi di disperati su zattere di fortuna che sfidavano nei primi anni 80 gli squali pur di sfuggire alla sua dittatura comunista.
La vita e la dignità umana in cambio di un tozzo di pane.
E così la sua isola trasformata in un gigantesco bordello.

Non si dimentichi mai di chi era veramente Fidel!

 

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Presto in edicola ‘Frammenti di storia’

Il nuovi libro dell’Associazione ‘Amici di Cavallasca’ sarà presto in edicola dal Negretti e avrà per titolo: “Frammenti di Storia”.

Dopo due anni di gestazione a giorni uscirà il libro FRAMMENTI DI STORIA di cui riproduciamo la copertina.
Faccio presente che il libro potrà piacere o non piacere.
Mi si accusa di aver parlato troppo della mia famiglia, ma dal momento che il maggior lavoro è stato fatto da me nella stesura di questo volume (solo Ruggero Fontana mi ha dato una mano) ho trattato argomenti che conoscevo, del resto avendo avuti sette sindaci in famiglia un po’ di storia di Cavallasca la mia famiglia l’ha fatta.
Nel libro si parla di avvenimenti, personaggi e ruoli di cui nessun libro di storia locale ha mai parlato.
Accettatelo così com’è senza pretendere troppo, è sempre qualcosa piuttosto che niente ( del resto siamo certi di far concorrenza ai Promessi Sposi).

Di seguito pubblichiamo la presentazione di Renato Leoni e di chi ha partecipato alla realizzazione del volume.

PRESENTAZIONE

E’ per me un grande onore presentare insieme all’amico Marco questo volume.
Devo far presente che è stato un lavoro do equipe.
molti hanno contribuito con idee e relazioni.
E’ doveroso mettere in luce l’indispensabile apporto di Marco Augusto Frigerio, cardine di un lavoro che non poteva di certo ignorare la cospicua documentazione  dell’archivio di casa Butti di cui lui e il fratello Giovanni sono gli eredi naturali.
Marco di quasi tutti i singoli episodi, ha prodotto dettagliate relazioni divenute veri e propri capitoli.
A me è rimasto il compito di sintetizzare o integrare le varie produzioni.
Da segnalare Ruggero Fontana per le testimonianze su persone a fatti del paese e per aver contribuito alla stesura di alcune memorie.
Da ultimo un ringraziamento a Paolo Fontana per il paziente lavoro di stesura a computer di tutti i capitoli.
A queste persone va riconosciuto un impegno di tempo e di lavoro.Senza il loro apporto sarebbe stato impossibile realizzare questo volume.

HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO VOLUME
Bazzi Carlo Alberto, Cormano (Milano)
Belluso Vittorio, Cavallasca (Como)
Caretto Luigi, Cavallasca (Como)
Casati Giorgio, Cavallasca (Como)
Colzani Eros, Cavallasca (Como)
Favaro Mauro, Faggeto Lario (Como)
Fontana Danilo, Cavallasca (Como)
Frigerio Giovanni, Cislago (Varese)
Gatta Renato,Cavallasca (Como)
Marasco Rosanna, Cavallasca (Como)
Messina Cuparello Antonio,Zurigo (Svizzera)
Monti Antonio Castelnuovo Bozzente (Como)

nella foto in anteprima la copertina del libro che ci si augura sarà un grande successo

frammenti-di-storia

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1 anno senza Giuliana

Oggi, 25 novembre, ricorre il primo anniversario della scomparsa di Giuliana Pertusi, una delle fondatrici di Forza Cavallasca, la miglior collaboratrice e scrittrice che noi tutti abbiamo mai avuto.
In questo anno sono successe molte cose, e quanto da Te previsto, inizialmente nell’incredulità e nello scherno generale, si è poi puntualmente realizzato fin nei minimi particolari.

In questo anno, per quanto mi concerne, ti ho sempre avuta nei pensieri ed ogni qualvolta che vi era una decisione importante da prendere, mi sono chiesto: “cosa direbbe Giuliana su questo argomento? Cosa mi consiglierebbe?”.

Ed ho fatto quel che avrebbe consigliato Lei, non sbagliando più.
E’ tutto.
Giuliana sei sempre presente!

vittorio

pertusi giuliana

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il 76% dei richiedenti asilo in provincia di Como non sono profughi ma CLANDESTINI!

nicola-molteniA cura dell’ON. Nicola Molteni

SCANDALO CLANDESTINI A COMO!!!!***
Il 76% sono CLANDESTINI!!!!!
SOLO 27!!! I PROFUGHI!!!!!

Dati ufficiali 2016 ( 18.11.2016) sottocommissione territoriale di Monza competente per COMO!!

*1903 sono le presenze di finti migranti ospitati nelle 108 strutture di accoglienza comasche per un costo di oltre 23 MILIONI DI €.
*1087 le richieste di asilo pendenti
*746 le domande di asilo presentate nel 2016 di cui 640 uomini, 106 donne.
*291 le domande esaminate.
*27 i profughi veri a cui è stato riconosciuto lo status di RIFUGIATO il 9%
*207 le domande respinte il 71%
*14 gli irreperibili il 5%
Quindi i clandestini ospitati a COMO sono il 76%!!!!
I veri profughi 27!!!!
BASTA RACCONTARE BALLE!!!!!!!!

grafico-profughi

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La vera anima della sinisitra ‘radical chic’ si è manifestata a Capalbio

È stato annullato il bando di accoglienza per i richiedenti asilo a Capalbio (Grosseto). I cinquanta ragazzi che avrebbero dovuto soggiornare nel condominio de “Il Leccio”, verranno sistemati altrove. Presto verrà avviata una nuova procedura selettiva. Lo ha deciso il nuovo prefetto di Grosseto, Cinzia Teresa Torraco, che si è avvalsa della facoltà di non procedere all’affidamento del servizio come previsto nelle disposizioni finali del bando.
La gara, che aveva assegnato a Capalbio circa 20 migranti, come ricordato su alcun quotidiani, l’estate scorsa diventò un caso nazionale con la rivolta degli abitanti e di tanti vacanzieri, più o meno noti, che frequentano la cittadina: iniziarono una serie di proteste, atti formali, ordinanze, pronunce del Tar e pareri anche dell’Avvocatura dello Stato, fino al definitivo annullamento della gara.

tratto da http://www.gonews.it/

La vera anima della sinistra radical chic si è dunque manifestata a Capalbio:
Froci si, ma esclusivamente col culo degli altri.
Ne traggano quindi insegnamento i membri del Comitato ‘NO caserma’ di Cavallasca e i quasi 900 cittadini che hanno già firmato la petizione.

capalbio

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Ennesimo nulla di fatto per la commissione di rappresentanza cavallaschina. Belluso rompe gli indugi

Ieri sera si è svolta l’ennesima riunione consiliare per la definizione dei membri che comporranno la commissione che rappresenterà la cittadinanza di Cavallasca nei prossimi anni, in seno al nuovo Comune accorpato. con San Fermo della Battaglia.
Mi duole informare che, anche questa volta, l’incontro altro non è stato se non un tergiversare senza costrutto.
Nessun nome concreto è stato fatto, nemmeno si è chiarito chi e quanti comporranno questa benedetta commissione e che compiti essa avrà.
Il Sindaco di San Fermo – a nostro avviso giustamente – ha deciso di restarsene in disparte aspettando le nostre decisioni.
Decisioni che non arrivano.
Decisioni che, qualora io fossi stato deputato di presiedere e decidere, avrei preso in non più di 5 minuti.
Non ci vuole molto.
Le liste politiche sono tre e le associazioni qualcuna in più.
Bastava indicare un nome per ognuna di queste realtà e il gioco era fatto, senza tentare di ‘fregare’ il prossimo guadagnandosi un pezzettino di un potere che appare ogni giorno di più effimero.
E invece no.
Il riunirsi ieri sera è stato solo un dare movimento all’aria direttamente antistante la bocca.

Quindi mi sono deciso a rompere gli indugi, visto che è da settimane che possiedo una rosa di cittadini volenterosi e benemeriti che volentieri ci stanno a mettersi in gioco, per rendersi utili alla collettività.
E questi nomi, ch’io solo mi sono premurato di redigere, scevri dalla politica locale e mai candidati da me, ho deciso di proporli non al sindaco uscente … ma a quello entrante, a quel Pierluigi Mascetti che dal 1° di gennaio sarà il sindaco di tutti.
Ronchetti faccia quel che vuole, proponga chi vuole.
Non riconosco più la sua autorità e meno ancora il suo macchinoso e lentissimo modo di agire.
I nomi che ora proporrò all’amministrazione sanfermina – mi preme sottolineare – sono quanto di meglio ritengo esista sul nostro territorio per rappresentare a 360° Cavallasca nei prossimi anni.
Segue una breve presentazione dei volontari che si offrono:

I nomi sono:

Lucia Borgesi

Borgesi Lucia. Classe 1968. Artista/grafica/progettista/sportiva… Impegnata sul territorio di Cavallasca come volontaria nel Gruppo Sportivo ….e presso la scuola primaria dove insegna karate attraverso cicli di lezioni annuali. Istruttrice presso la palestra Comunale di Cavallasca di karate e Qi Gong. Grazie al sostegno del Comune di Cavallasca da qualche anno propone un corso do acquerello per bambini e adulti.
Scenografa in occasione di alcuni spettacoli teatrali della parrocchia di San Michele.
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Alessandro Ferrara

Alessandro Ferrara nato a Genova nel 1974, dopo aver frequentato il liceo scientifico Paolo Giovo si laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano. Varie esperienze lavorative lo portano a spaziare dal campo della ricerca e sviluppo a quello del commissioning in grandi aziende che gli permettono di viaggiare ed incrementare il proprio bagaglio di esperienze in giro per il mondo. Attualmente ricopre il ruolo di project manager in una multinazionale americana con sede in Svizzera. Sposato con moglie inglese (Cathryn) e due splendide figlie di 5 e 2 anni, vive a Cavallasca dal 2014 e venendo dall’esterno vorrebbe dare il proprio contributo guardando le cose in modo differente, strutturato ed internazionale. Hobby principali sono l’elettronica ed il calcio: soprattutto per la squadra cittadina (Calcio Como) a cui dedica il poco tempo che rimane quando non è con la propria famiglia.

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Alessandro Carughi

Alessandro Carughi è nato a Como nel Novembre 1998. Ha sempre vissuto a Cavallasca partecipando attivamente alla vita del paese e a diverse realtà associative. Alessandro è uno studente della ragioneria presso l’ istituto caio Plinio secondo di Como ad indirizzo amministrativo finanziario e marketing. Già da quando aveva 14 anni era appassionato di politica tant’è che non si è mai perso un consiglio comunale. Con oggi ha deciso di scendere in campo politicamente per portare la rappresentanza di Cavallasca nel nuovo comune di San Fermo Della Battaglia. Nello specifico il giovane vorrebbe occuparsi degli aspetti viabilistici e di pubblica sicurezza per Cavallasca e dell’ aggregazione giovanile nel nuovo comune che verrà a crearsi.

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Massimo Mazzei

Massimo Mazzei, nato a Como IL 31 dicembre 1966, sposato con Alessandra Toschi dal giugno 1996 ha due figli, Matteo di 16 anni al terzo anno c/o liceo scientifico P. Giovio di Como e Vittoria 10 anni che frequenta la quinta elementare nella scuola Carol Woytila di Cavallasca.
Diplomato Perito Elettrotecnico c/o Magistri Cumacini, lavora da oltre 28 anni nell’ambito del settore Telecomunicazioni.
Ha ricoperto vari ruoli manageriali in ambito commerciale nelle seguenti società: TELECOM ITALIA, INFOSTRADA, ITALIA ON LINE, UNISOURCE.
Attualmente è Responsabile in TIM del Canale Medium Private dove gestisce 40 Agenti Monomandatari, 10 Account Diretti e 6 Area Manager.
Il suo principale hobby è lo sport ( Calcio e Palestra)
Il tempo libero è quasi interamente dedicato alla famiglia.mazzei-4

e il sottoscritto, vittorio belluso

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Nella villetta dei ‘profughi’ differenziata ad minchiam

L’immondizia viene messa sul ciglio della strada quasi ogni giorno, senza rispettare il calendario e senza effettuare la differenziazione
Dopo numerose segnalazioni giunte in redazione nel corso degli ultimi tempi, ci siamo decisi ad ‘uscire’ con un articolo denuncia di uno stato di cose che non è tollerabile.

Ci riferiamo, con prove e testimonianze alla mano, al trattamento di favore che i ‘villeggianti’ di via Fontanina godono da parte sia delle istituzioni che della ditta responsabile del servizio di smaltimento dei rifiuti.
Un buonismo doppio pesista fa si che se un cittadino residente espone il sacco dell’immondizia sbagliato o non nei giorno di raccolta, questo gli viene lasciato sul posto, con tanto di targhetta adesiva gialla in cui gli si intima di rispettare tempi e modalità al rischio di sanzione.
Nel caso dei clandestini, la cui villetta è nel bel mezzo del paese, tali ‘attenzioni’ svaniscono, tanto che fuori dalla recinzione del sito di accoglienza è facile scorgere i sacchi delle foto, contenenti di tutto e mescolato.
Per i poveri profughi, l’obbligo di differenziata non esiste: si chiude un occhio.
Ciò comporta l’esasperazione dei vicini, che – giustamente- si sentono discriminati: non capiscono il perchè loro siano soggetti ad obblighi e i loro “vicini” no.

Le testimonianze in nostro possesso riferiscono che il 24 ottobre, giorno di esposizione dei rifiuti per la raccolta del giorno successivo, i sacchi contenevano spazzatura indifferenziata con sia umido mescolato a carta.
La prima foto si riferisce ai sacchi gialli, cioè che avrebbero dovuto contenere solo plastica, basta guardare cosa c’è dentro.
Nella seconda foto si vede il bidone blu, cioè carta, e sacchi trasparenti (indifferenziata) con dentro plastica.
Il bidone del vetro, poi, che andrebbe esposto ogni 15 giorni, in questo caso viene esposto anch’esso senza il rispetto del calendario.

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Superate le 800 firme per dire NO alla caserma ai clandestini

Si informa che ieri pomeriggio la petizione stilata dal comitato ‘NO caserma ai clandestini in via Monte Sasso’, ha superato la soglia delle 800 firme, quota mai raggiunta ne a San Fermo ne a Cavallasca.

La sottoscrizione continua e si invitano i compaesani di San Fermo della Battaglia a sottoscriverla anch’essi, amministratori di maggioranza e di minoranza compresi.

Per quanto concerne il referendum del 4 dicembre, è chiara la nostra posizione, ferma in un chiaro, netto e lapidario NO!

Invitiamo i nostri elettori e chi ci legge e ci stima, a non fidarsi di questa iniqua riforma, che toglie spazio alla democrazia per darla alle lobbie, al grande capitale, al peggio della politica, ad un Presidente della Repubblica nominato e non eletto dal popolo che, con l’approvazione di detta riforma costituzionale, sarebbe in grado di nominare a sua volta al Senato altri 5 parassiti, falsando ancora di più la volontà del popolo.
Inoltre, altro motivo per dire NO, è che si vuole introdurre il concetto di sovranità d’Europa sulla nazione Italiana, laddove gli italiani le decisioni di Bruxelles le possono solo subire, come hanno sempre fatto.
Il Si rappresenterebbe una scelta contro corrente che va nella direzione contraria a dove sta andando l’America, la Francia, l’Inghilterra, la Polonia, l’Ungheria e, fra poco, quando si porrà rimedio ai brogli elettorali che gli amici di Juncker misero in atto appena pochi mesi fa, anche in Austria.
Potremmo scrivere altri 1000 motivi per votare NO al referendum, ma questi pochi espressi ci pare che già bastino e avanzino.

vittorio belluso

Video di QuiComo di Dario Alemanno

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Incontro testimonianza con Gianna Jessen – auditorium collegio Gallio 25 nov h 21

Incontro testimonianza con Gianna Jessen sul dono prezioso della vita e sul dramma dell’aborto.
«Mi chiamo Gianna Jessen. Vorrei dirvi grazie per la possibilità di parlare oggi. Non è una piccola cosa dire la verità.
Sono stata abortita e non sono morta. La mia madre biologica era incinta di sette mesi quando andò da Planned Parenthood nella California del sud e le consigliarono di effettuare un aborto salino tardivo. Un aborto salino consiste nell’iniezione di una soluzione di sale nell’utero della madre. Il bambino inghiottisce la soluzione, che brucia il bambino dentro e fuori, e poi la madre partorisce un bambino morto entro 24 ore.
Questo è capitato a me! Sono rimasta nella soluzione per circa 18 ore e sono stata partorita VIVA il 6 aprile 1977 alle 6 del mattino in una clinica per aborti della California».

venerdi

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Le opere di Enzo Salvadori in mostra a San Fermo presso la biblioteca fino al 3 dicembre

I sette vizi capitali di Enzo salvadori

Dice Aristotele: “i vizi sono gli abiti del peccato”, da questa considerazione è partita l’idea del ciclo dei vizi capitali, tema ampiamente rappresentato in tutte le epoche, con la preparazione della rappresentazione dei vizi scheletrici e incompleti racchiusi parzialmente in sacchi. Queste figure, che definirei ideali, vogliono ricordare che il vizio è mortifero per il corpo e per l’anima.

In passato si parlava di “peccati capitali”, ora la loro importanza, almeno in ambiente laico, si è largamente ridimensionata.

chi, infatti, non vanterebbe la propria propensione e magari abilità nel passare da un letto all’altro? E ancora, chi in questi tempi di martellanti reality food rinuncerebbe alla qualifica di buongustaio o buona forchetta? Questi termini hanno soppiantato la gola nel linguaggio corrente (è un pò la vicenda del termine spazzino che si è tramutato in operatore ecologico e di tanti altri).

Ogni dipinto contiene una figura femminile: è la personificazione del peccato che ha sempre un nome femminile, nel rispetto della misoginia della Chiesa delle origini. Quello che incuriosisce è il fatto che il peccatore sia genericamente maschio: l’avaro, l’invidioso, il goloso, l’accidioso, il lussurioso, l’iracondo e il superbo.

GOLA
3

Credo che il peccato di gola sia stato definito in un’epoca lontana di ristrettezze alimentari, in cui fosse necessario porre un freno ai consumi di cibo egoisticamente smodati. Oggi non è più così e la gola ha cambiato volto e nome. Il goloso, visto attraverso la lente dei media, si fregia del titolo di buongustaio in termini qualitativi, o di buona forchetta quando è la quantità il metro di misura. Penso che, giunto il suo momento, il goloso si rivolgerà a Dio chiamandolo “chef”, immaginando di essere stato prescelto per un reality food.

Per ora, l’illusione televisiva dei reality food non ci permette di vedere la figura scheletrica che si ingozza accanto al buongustaio, ma quella figura c’è.

INVIDIA
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Se osservo i bambini, per i quali il gioco del compagno è sempre più desiderabile del proprio, immagino l’invidia come innata. Il vizio cresce con noi e anno dopo anno l’erba del vicino diventa sempre la più verde.

Oggi sull’invidia si fonda il messaggio contenuto nella stragrande maggioranza dei comunicati commerciali.

Tu che hai cinquant’anni, portati neanche troppo bene, invidi la splendida modella diciottenne e acquisti la sua stessa costosissima crema: puoi diventare come lei.

Tu che invidi l’auto del vicino rilassati, vieni da noi, con un imprecisato numero di piccole rate il tuo vicino invidierà te.

Tu che sei grassa non invidiare la vicina secchettina che invidia le tue curve, è lo specchio che te lo dice, per entrambe c’è una profusione di diete e cosmetici che vi renderanno uguali.

Il vizio, che si protende dallo specchio, dove vive, per solleticare le vostre debolezze, governa l’invidia e ne fa uso per realizzare l’omologazione dell’individuo nell’ambito di una società a entropia zero.

IRA
ira

Penso all’ira come ad un atteggiamento primitivo volto a risolvere le situazioni conflittuali con la violenza, anzichè con la ragione e per ciò bollata come peccato.

Oggi dichiariamo unanimemente di essere più civili dei nostri padri ed abbiamo trasferito il peccato nelle manifestazioni collettive.

Non che manchino gli iracondi, ma il peccato pare più leggero se lo si diluisce in una folla, un tot a persona, tanto vale approfittarne per scaricare rabbia e coscienza.

Se poi tutto avviene all’ombra di uno stendardo che sbandiera una “giusta causa”, sia essa politica, sportiva o sociale, vera o presunta, il peccato svanisce.

Ma invece c’è! E’ in testa al corteo e si strappa le vesti mimando la suffragetta.

AVARIZIA
1

L’avaro è un solitario per scelta, perchè solo nella solitudine può sentirsi al sicuro dalle attenzioni che gli estranei possono rivolgere, nel bene e nel male – non si sa mai – ai suoi beni.

Rinchiuso dai suoi catenacci e lucchetti, spesso anche mentali, può godere della vicinanza delle sue ricchezze contemplandole e lasciando fuori il mondo.

La formosa donna che abbraccia il baule dopo aver sciorinato oro e gioielli ha uno sguardo sereno e compiaciuto, ma il vizio accanto a lei ne rivela il vero stato d’animo: paura.

Il simulacro del vizio tiene tutto sè stesso fra le mani scheletriche, a significare che questo individuo non è condivisibile.

LUSSURIA
7

E’ opinione corrente che una certa agilità nel passare da un letto all’altro sia motivo di vanto e anche di ammirazione, il sigillo dell’uomo di successo. Pertanto, non so se la lussuria possa ancora essere definita vizio.

Certo, se le cose stanno così per i maschietti, per le signore qualche problema c’è. tuttavia, è già abbandonata una storica sgradevole qualifica sostituita da termini come “allegra”, “facile” o “disinvolta”.

Nel dipinto la “peccatrice” giace stremata dalla serie di performances. Le mele del peccato (originale) sono allineate davanti a lei, l’ultima in mano ancora da consumare, mentre gli amanti, dopo “l’uso”, sono ordinatamente classificati in uno scaffale e pronti per successive performances.

Ma il vizio non riposa e si esibisce in un lascivo toccamento che prelude a nuove ondate di lussuriosa attività.

ACCIDIA
5

La rappresentazione dell’accidia ci porta alle allegorie classiche che raffiguravano questo vizio come una vecchia che, forse provata dalle tante vicissitudini di una vita troppo lunga per le sue forze, attende la fine nell’inerzia totale.

Un divano sporco, consunto e stracciato ospita il corpo sformato, rivestito solo da un velo nero e impudico, incapace di nascondere lo sfacelo sottostante.

Non c’è più volontà di azione, la casa è un tugurio sporco e le stoviglie e i resti di un misero pasto sono abbandonate dopo l’uso. Il vizio danza lì vicino, come la morte danza su una tomba nella danza macabra di Saint-Saëns.

Zig et zig et zag, la mort en cadence

Frappant une tombe avec son talon,

La mort à minuit joue un air de danse,

Zig et zig et zag, sur son violon”

Jean Lahor

SUPERBIA
2

Il superbo spesso si ammanta di qualità fittizie. è un essere che, suo malgrado, ha scelto l’isolamento. Brama la notorietà, ma se il prezzo da pagare è lo stare allo stesso livello della “gente” vi rinuncia.

La nostra superba ha installato il suo palco, una sedia, nella piazza di un paese (Kaltern) e sfrutta un uomo, come spesso accade, a mo’ di scalino per salirvi. Esibisce un ventaglio di penne di pavone, perchè la superbia è anche vanità, ma lo specchio nel quale si rimira le rimanda un’immagine demoniaca.

Nessuno la nota, nessuno è alla sua altezza e la vita nella piazza fra la “gente” continua come se nulla fosse.

Accanto a lei anche il vizio la imita nello sforzo di salire verso il cielo, ma è trattenuto da una zavorra molto terrena.

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