La comprazione fra S.Fermo e Cavallasca spiega perchè quest’ultima è andata in malora

Le ENTRATE E le USCITE
di Cavallasca e San Fermo della Battaglia esposti nei riquadri che seguono:
Da un lato abbiamo le
Entrate, dovute all’aumento delle tasse da parte della giunta Ronchetti, a partire dall’anno 2016 portando l’aliquota minima dallo 0,20% per scaglioni di reddito a quella unica dello 0,80% sul reddito complessivo.

Dall’altra le Uscite, per far fronte alle spese del personale senza una significativa riduzione, ecco un chiaro quadro dei dati a disposizione dei cittadini

ADDIZIONALE COMUNALE : SAN FERMO DELLA BATTAGLIA / CAVALLASCA

Importi netti

Importo lordo

0,35 %

0,80 %

differenza

mensili

Anno (stima 13^

San Fermo

Cavallasca

annuale

Mensilità)
800 13.000 45,50 104,00 – 59,50
1.200 19.500 68,25 156,00 -87,75
1.500 24.375 85,31 195,00 -109,69
2.000 32.500 113,75 260,00 -146,25
2.500 40.625 142,19 325,00 -182,81

SPESE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DI SAN FERMO DELLA BATTAGLIA E CAVALLASCA

tabella

Con il voto favorevole al SI le tasse si adeguano a quelle di San Fermo della Battaglia portando l’aliquota allo 0,35% Una migliore organizzazione del personale dipendente e con entrate straordinarie disponibili di 600.000 euro per dieci anni con eventuali proposte migliorative dei servizi pubblici. Mentre, se i fautori del NO riescono a convincere le teste dure, noi di Cavallasca continueremo a pagare le tasse per sanare il debito di 900.000,00 di euro circa nonché l’aumento delle rette scolastiche e il parcheggio ospedaliere del Sant’Anna

cambiare amministrazione volantino copia 4

 

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Io sono per il NO … ma voto SI

Il mondo cambia, le persone cambiano.
Io vivevo e vivo in un  paesino bello ridente ricco di bellezze di arte e  cultura, come pochi altri paesi possono vantare.
Un paesino con la sua chiesa il suo campanile il municipio, la farmacia (anche se più recente) mancava per completare il quadro la caserma dei Carabinieri i quali anche se presenti sono lontani territorialmente.
Ora con la cosiddetta evoluzione tutto questo è finito o sta per finire.
Con la Legge che impone o sta per imporre le fusioni (non mi riferisco a Cavallasca ma in generale), Tutto questo non esisterà più. verranno formati dei paesi che saranno delle piccole cittadine.
Ci sarà una comunità anonima dove tutto sarà anonimo, più o meno si vivrà come nelle grandi città ove mancano quei contatti umani dei piccoli comuni.
Tutti si rinchiuderanno in se stessi, ognuno vivrà nella sua casa dove non si conosce chi abita nella porta accanto.
Abiteremo in queste cittadine anonime.
La storia delle aggregazioni non è nuova e Cavallasca ha già subito varie aggregazioni e scissioni. Nel 1807 a seguito delle modifiche territoriali volute dal governo napoleonico Cavallasca fu aggregata a Como.
Col ritorno degli austriaci nel 1816 Cavallasca torna ente autonomo.
Con l’avvento del fascismo i piccoli comuni vennero accorpati (già allora facevano fatica a vivere) e Cavallasca con Parè e Drezzo nel 1928 formarono il comune di Lieto Colle ( questa unione l’ho già vissuta).
Caduto il fascismo Cavallasca torna ad essere comune autonomo (1957).
Ora le fusioni dopo circa un secolo tornano di attualità (a conferma che il fascismo già allora era all’avanguardia).
I piccoli comuni purtroppo con le ristrettezze economiche non possono più sopravvivere e Cavallasca dal momento che si deve accorpare meglio che lo faccia con San Fermo, paese più analogo al nostro.
Dopo varie riflessioni e ripensamenti ed essendo costretto a scegliere sono orientato anch’io a votare si ( per quel che conta il mio voto).
Un si sofferto per tutto quanto detto sopra, del resto non vedo alternatIve. Non per i soldi che è una cosa venale (questo lasciamolo fare alle prostitute).
E prendendo a prestito una frase di Tonino: “andiamo dove ci porta il vento”.

PS Il mio è un si ponderato, non sono come tanti rimbambiti che votano si per far vedere che sono moderni.
Inoltre auspico, nel caso dovesse prevalere il no che si prosegua e si rafforzi la collaborazione con San Fermo per non ripetere la fallimentare unione di Lieto Colle.

Moiregirf

farmacista

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Critiche ai botti di San Michele

Anche questa sera spettacolo pirotecnico a Cavallasca, piccolo comune a confine col parco regionale della Spina Verde. Il paese si trova al centro di un grande anfiteatro creato dalle colline del parco. La sede dell ‘ ente parco e’ nel comune stesso. l’acustica dei botti risulta notevolmente ampliata, ed anche questa sera nel cielo, ombre di volatili impazziti in fuga. Mi immagino quanti animali spaventati possano cosi rischiare la vita. E’ ora di riflettere se sia giusto continuare con tutto cio’ proprio in prossimita’ di un parco che si cerca di tutelare. Continuiamo a vietare a moto e motorini, automobili e quant altro l’ accesso nel parco perche’ disturbano giustamente. Poi, “bombardiamolo” tranquillamente nel nome di una grande festa e chi se ne frega! Anzi, tagliamo pure le piante secolari in prossimita’ delle strade, perche’ crescendo rovinano il manto stradale con le radici. Cosi qualcuno dell’amministrazione mi rispose un giorno….viva l’asfalto ed il cemento. Evviva i botti in prossimita’ di un parco mentre poi ti vietano di lasciare liberi i cani perche’ disturbano l’equilibrio degli animali del bosco….

Martino R.

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Considerazioni strettamente personali sul referendum del 9 ottobre

Cari amici, cari lettori,

tanto per cambiare, su questo blog, parliamo del referendum del 9 ottobre.
Anzi, meglio, parliamo dell’esito del referendum del 9 ottobre.
E ne voglio parlare dopo aver staccato da tutto e da tutti ed essere andato via per qualche giorno.
Ho riflettuto e credo sia il caso che i cittadini che mi hanno votato vengano messi al corrente di come vedo questa situazione, per certi versi storica, per Cavallasca.
Dunque il 9 ottobre, col SI passa il cambiamento.
Col NO tutto resta com’è.
Compreso il debito ed il sindaco (non me ne voglia il primo cittadino ma è lui stesso che ha chiaramente fatto capire che nemmeno in caso di vittoria del NO si dimetterà, come invece avrei fatto io al suo posto).
Quella del 9 ottobre è la terza occasione di cambiamento per i cavallaschini in 7 anni.
Occasione di cambiare, ed in meglio, l’organizzazione del municipio, la qualità, la quantità ed il costo dei servizi.
La prima volta è stato nelle elezioni del 2009, ma per 21 voti pieni zeppi di lunghe ombre, vinse la conservazione, la stasi, l’immobilismo.
La seconda occasione, sempre legata al mio nome, Cavallasca l’ha avuta nel 2014, ma l’ha mancata per la seconda volta.
Al cambiamento che noi auspicavamo e che è in sintesi lo stesso di oggi, ovverosia la fusione del nostro comune con San Fermo, vinse il NO.
Tutto doveva restare com’era.
Ora abbiamo la terza occasione, ma stavolta non sarà più una sorta di plebiscito su di me, ma su Mascetti: Mascetti SI, Mascetti NO.
Ed ancora una volta l’immaginario collettivo sta sbagliando.
E grandemente anche!
Sta sbagliando perchè, ancora una volta, si bypassa sui contenuti delle proposte, e ci si ferma all’immediato, ci si concentra sulle innegabili criticità dell’operazione incorporazione, perdendo però di vista tutto il resto che è invece largamente positivo.

A questo punto, ragionavo fra me e me mentre ero a zonzo per chiese e musei, mi chiedo, nel malaugurato caso che vincesse il NO, se valga ancora la pena impegnarmi come ho fatto in questi anni per una comunità che è recalcitrante al cambiamento, che ha paura di tutto, che diffida di tutti, che vede il male anche dove non c’è, e non lo vede dove c’è: spesso sotto gli occhi.
Non so cosa farò, se passerà il NO.
Di sicuro, però, sarà la terza sconfitta politica.
Ma un dubbio mi è assalito mentre facevo questo ragionamento e mi sono detto: sconfitta per chi?
Per te?
No, è la popolazione di Cavallasca che, ancora una volta, perderà il suo treno.
Questa volta l’ultimo.

vittorio belluso

nella foto che segue, uno scorcio del chiosco dell’abbazia dei frati cistercensi di Piona (CO)

abbazia di Piona

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La balaustra forata di Dongo

A chi capitasse di passare per Dongo, consigliamo di fermarsi per una mezz’ora a visitare il museo dei fatti del 2 7 aprile 1945, allorchè i gerarchi catturati durante la loro fuga a Musso, furono passati per le armi dopo un processo sommario.dongo 2
Il fucile mitragliatore in foto, è uguale a quello che, poche ore dopo l’eccidio di Dongo, avrebbe posto fine anche alla vita di Mussolini e della sua amante, la bellissima Claretta Petacci.
L’originale della mitraglietta era conservato a Tirana, Donato dall’assassino a Enver Oxha.

Poi sparito dopo la caduta del comunismo verso la fine degli anni 80,
Si tratta di un mitra francese MAS 35, calibro 7,65 Long. Una schifezza, sostengono gli esperti: impreciso e facile all’inceppamento.dongo 3

La CZ 61 Skorpion, una delle armi preferite dalle Brigate Rosse, usata per ammazzare Aldo Moro, era di là da venire.

Pare, riferiscono i nostri esperti, che Benito e Claretta furono uccisi la notte prima del 28 aprile, e cioè il 27, quando Mussolini cercò di reagire al tentativo di stupro della Petacci, nella camera dove erano stati confinati.
La mattina i partigiani avrebbero inscenato l’esecuzione, per coprire lo stupro con assassinio.
Questo spiegherebbe anche perché lei fosse senza mutandine a piazzale Loreto e i vestiti non presentassero tutti i fori dei proiettili che furono riscontrati sui cadaveri.
La foto della balaustra, prospiciente il municipio/museo, presenta in più punti i fori delle pallottole che vennero sparate nell’esecuzione dei gerarchi fascisti.
La foto in questione, lo fa vedere bene.

dongo 1

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Le Olimpiadi

Brava Raggi

Sulle reazioni al no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi da parte del sindaco Raggi del M5S sono emerse due Italie , una maggioritaria e silenziosa, poco rappresentata dai mass media e una minoritaria rappresentata dalle lobby dei costruttori e imprenditori che vivono alla grande di opere pubbliche e con il denaro pubblico, dal sottobosco politico e clientelare che vive altrettanto bene di corruzione e per finire da una classe politica asservita in cui gli interessi di partito e propri antepone a quelli del Paese.

Dietro questo sistema di caste che prosperano sulle spalle della comunità nazionale vi è il potere della televisione il cui unico obiettivo e fare il lavaggio del cervello agli italiani e nello stesso tempo adulare il potere del governo di turno, ci tocca, oltretutto pagando, sorbirci la solita ennesima presenza di giornalisti mediocri che fanno da spalla a politicanti altrettanto insignificanti e narcisi che ripetono a turno le solite frasi fatte imparate a memoria che rispecchiano il più possibile il pensiero del loro cosi detto leader.

D’altronde non ce da meravigliarsi le caste in questo Paese hanno sempre ossequiato il potere di turno.

Tutta brava gente che da anni spreme e chiede sacrifici agli italiani per i danni che hanno fatto loro al Paese ma che sono pronti a spendere decine di miliardi per assecondare l’andazzo e le varie clientele.

Poi ce la maggioranza degli Italiani, gente per bene che lavora e si suda quello che guadagna, i pensionati la cui maggioranza vive con pensioni da fame e che in molti casi mantengono figli disoccupati, giovani senza lavoro e futuro, esodati e sotto occupati sfruttati, tartassati di ogni genere per mantenere privilegi di pochi, ecc.

Tutta gente che è stufa di vedere i soldi spesi e sprecati in opere incompiute, in cattedrali del deserto o opere abbandonate a se stesse la cui manutenzione non viene fatta sia per mancanza di risorse che di programmazione.

E’ la Giustizia giusta, lo Stato sociale solidale, la Sanità pubblica efficiente, la ricerca privata e pubblica, la scuola, la cultura e la preparazione dei propri cittadini che fa grande un Paese non le Olimpiadi che servono solo a magnificare i governi, ad arricchire i già ricchi ed aumentare la corruzione, non ce mai stata una grande opera in Italia in cui non sia emersa scandalo e corruzione e decuplicazione della spesa iniziale.

Per concludere la propaganda di governo su Rai 1 ha annunciato che il presidente del Coni ha minacciato l’amministrazione comunale di Roma sulle conseguenze del danno subito avendo già anticipato e speso milioni di euro per sponsorizzare la candidatura di Roma.

Ebbene se fossi la Corte dei Conti i conti li farei al Coni per come ha speso questi soldi pubblici senza avere la ben che minima certezza di come sarebbero andate a finire., fortunatamente per noi, le cose.

E poi che soddisfazione sapere che anche i potenti ogni tanto devono fare anticamera ed aspettare così provano quello che noi poveri mortali facciamo quotidianamente.

Brava RAGGI.

Aurelio

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Differenze incredibili di Irpef fra cavallaschini e sanfermini dopo il buco di bilancio

E ancora c’è chi ha qualche dubbio ad ‘andare’ con San Fermo?

Lo schema che segue, che noi abbiamo commissionato ad una nota azienda locale specializzata negli studi di settore, è solo indicativo, in quanto alcuni parametri non sono fissi, come il numero di mensilità dei tutte le varie tipologie di pensioni.
Tuttavia, prendendo dei campioni di estrapolazione di fasce di reddito basse e medio basse, che costituiscono la maggioranza dei casi di Cavallasca e San Fermo, balza immediatamente all’occhio il salasso fiscale che sta per abbattersi sui cavallaschini, salasso che solo accettando l’incorporazione con San Fermo si potrà in gran parte evitare.
Al di là delle polemiche susseguenti al buco di bilancio ed ai sacrifici che la popolazione residente in Cavallasca è chiamata a porvi rimedio prelevando risorse direttamente dalle proprie tasche, appare chiaro che di fronte a queste cifre ci sia ben poco da dire.

schema indicativo
Il netto è considerato senza l’influenza delle detrazioni fiscali personali (carichi di famiglia, coniuge lavoratore ed altre voci che possono influenzare anche sensibilmente l’importo)
Va vista quindi come una indicazione di massima con le eccezioni del caso.

Ricordiamo che a Cavallasca l’irpef è stata aumentata ai massimo di legge, sino allo 0,8% e che questa viene trattenuta direttamente dalla busta paga sia al lavoratore dipendente  che al pensionato.

 

importi

 

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Il futuro siamo tutti

Il partito del No alla fusione di Cavallasca con San Fermo- riferiscono le nostre fonti – è composto in stragrande maggioranza da persone appartenenti ad una fascia d’età che va dai 65/70 anni in su: sono i pensionati.

Si badi bene, non tutti, ma la netta maggioranza di loro.
Si tratta per lo più di pensionati con redditi medio bassi, gli stessi che probabilmente ignorano che l’Irpef comunale, il cui aumento al massimo di aliquota è stato votato dalla amministrazione in carica, scatterà da gennaio 2017 e preleverà esattamente il doppio di quanto fa ora dalla loro pensione direttamente alla fonte, e ciò per far fronte, ironia della sorte, al buco di bilancio.

L’immagine che segue, opera del nostro vignettista, immagina quel che sta avvenendo in questi giorni a Cavallasca.
Due pensionati si infervorano su di un problema assolutamente secondario, quale il nuovo nome che eventualmente il Comune assumerà in caso che passasse il referendum, dimenticandosi o, meglio, non considerando proprio, il punto più importante, cioè il fatto che in gioco vi è il futuro dei loro figli e nipoti, allorquando i protagonisti di oggi, saranno solo dei nomi sui libri di storia locale, mentre i vantaggi conseguiti dall’operazione, un fatto conclamato di cui avranno beneficiato tutti.

git

 

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Il sindaco di Casnate si schiera apertamente contro il ‘piano migranti’ del Governo

bulgheroniFabio Bulgheroni,
sindaco di Casnate con Bernate al suo secondo meritato mandato,
si schiera apertamente – con un post apparso su di un social network – contro il piano governativo di distribuire a pioggia su tutti i comuni del comasco i clandestini senza permesso di soggiorno e senza documenti.
Bulgheroni non appartiene alla schiera dei sindaci yesman nei confronti delle richieste di accoglienza della prefettura, come il sindaco di Cavallasca, il sindaco di Villa Guardia, quello di Lurate Caccivio e tanti altri.
Bulgheroni si dissocia dai suoi colleghi, e, testualmente, scrive:

Lo avevo anticipato mesi fa.
Il governo scarica il problema “migranti” sui comuni.
Se da una parte è condivisibile, non è più possibile ” scaricare” tutti nei grandi centri, dall’altra lo stesso governo deve e può attuare politiche nazionali specifiche sull’immigrazione.

O sarà sempre peggio”.

piano migranti

campo profughi

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Andiamo a vedere le ‘carte’ di Mascetti’

Come una partita a poker dove in gioco c’è il futuro di un’intera comunità

E’ tanta la gente che mi chiama in questi giorni, per sapere cosa voterò.
Dicono che non hanno chiare le idee, vogliono il mio consiglio.
Un grande onore!
Ma anche una responsabilità che non desidero e che non ho nessun diritto di prendermi.
Al voto ci dobbiamo arrivare tutti quanti nella maniera più consapevole possibile e senza che i fautori di una decisione, positiva o negativa che sia, giudichino (o tentino di influenzare) chi non fa come loro.
Questa è la democrazia!
Questo si chiama anche: semplice rispetto del prossimo.
Premetto quel che da giorni e giorni vado dichiarando ad ogni assemblea:
Io il 9 ottobre VOTERO’ SI.
E lo farò con cognizione di causa, ben sapendo di stare correndo dei rischi, come saprò che, così facendo, non ne correrò altri, tipo il vedere la mia comunità ferma al palo per altri 8 anni, e ciò anche se fra due anni la giunta Ronchetti verrà meritatamente cacciata e rispedita a a casa.
Tutte le scelte importanti della vita comportino dei rischi.
Nella mia ho rischiato diverse volte, non ultimo in politica.
Ho rischiato quando decisi di investire in borsa per tentare di ambire a qualcosa di più che non fosse una vita da lavoratore dipendente con 35 giorni di ferie pagate, ho rischiato il giorno in cui decisi di indebitarmi fino al collo per acquistare la licenza della farmacia, ho rischiato quando ho deciso di costruire l’immobile dell’attuale sede del mio esercizio in un momento di profonda crisi economica.
Ma l’ho fatto.
L’ho fatto autonomamente e senza rimpianti.
L’ho fatto e i risultati mi hanno ripagato dei rischi che ho corso.
Certo, non ho più le ferie pagate, ma posso fare ciò che voglio, quando voglio e SE voglio.
Ora, veniamo a noi e a questa questione dell’incorporazione di Cavallasca in San Fermo:
molti pro.
Molti contro.
Il paese si è spaccato e ce chi l’ha con me perchè mi sono schierato per il SI.
Ma, se ci fermiamo a valutare tutti i contro, allora restiamo dove siamo adesso, in una situazione kafkiana.
Per la mia indole, scelgo senz’altro alla stasi il rischio, alla borghese sicurezza senza speranze di miglioramento economico e di qualità della vita, l’insicurezza che può dare il rischio calcolato.
É come una partita a poker … io ho scelto di andare a vedere le carte del sig. Mascetti.
Confido che non stia bleffando.
Punto su di lui.
E punto 7 anni di politica in cui in tanti hanno cercato di distruggermi, quegli stessi che ora sono per terra e stanno masticando la polvere.

vittorio belluso

farmacia cavallasca

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Migranti a Como: DIAMO I NUMERI!

Da Comononcambiapasso a cura di Marco butti

Migranti a Como: DIAMO I NUMERI!

Il Consiglio Comunale di ieri sera è servito almeno a fare chiarezza sui numeri delle persone ospitate in Provincia ed in particolare sul territorio del Comune di Como. In barba alla distribuzione territoriale. a Como sono ospitati 1105 migranti, pari al 63% di quelli presenti in tutta la Provincia!!!!
Per fortuna che a maggio è stato votato un nostro ordine del giorno che chiedeva che non fosse solo il capoluogo a sobbarcarsi l’emergenza.
Lecito domandarsi dove sono quei Sindaci che strizzano l’occhio al Pd e al giullare fiorentino, predicano l’accoglienza, la solidarietà salvo poi sparire e ragionare in ottica meramente elettorale.

campo profughi

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Lettera aperta del dr. Gino Caretto al sindaco di S.Fermo

Egr. Sindaco Mascetti,
sono un cittadino di Cavallasca e, con riferimento alla proposta di Referendum per la fusione dei Comuni di San Fermo della Battaglia e Cavallasca mediante incorporazione di quest’ultimo,  vorrei contribuire al dibattito in corso. Ho assistito ad alcune delle assemblee indette a San Fermo e a Cavallasca.mascetti
 Sono anch’io dell’avviso che per prendere “un pacco” è necessario “sapere cosa c’è dentro”. A questo proposito Riccardo Gagliardi, consigliere comunale  minoranza di Cavallasca ha confezionato ” un pacco ” e lo ha riempito di contenuti che condivido interamente. Ho avuto modo di sentire e leggere sul Blog di ” Forza Cavallasca ” che anche il consigliere comunale, Vittorio Belluso, la pensa allo stesso modo. Di essi, Gagliardi invita a votare ” NO “, Belluso invita a votare ” SI “.
D’istinto voterei anch’io NO, ma dopo attenta riflessione sulle finalità che il legislatore vuol raggiungere con la fusione di più comuni mettendo  insieme  territori che abbiano una popolazione di  almeno 5.000 (cinquemila) abitanti, propendo a votare SI.
Dopo tale premessa, tralasciando la problematica rigurdante il risanamento dell’ente locale in crisi finanziaria, e tenuto conto che la legislazione vigente prescrive l’erogazione di un contributo decennale al nuovo ente locale costituito entro il 31/12/2016,  mi permetto  rimarcare quanto chiesto dalle minoranze consiliari affinchè siano compiute riflessioni nel corso di attività di confronto nella quali siano coinvolti i sindaci,  rappresentanze di consiglieri comunali di maggioranza e minoranza e, tempo permettendo, i responsabili organizzativi dei due Comuni.
In tal modo si dovrebbe produrre un Progetto per la Fusione, propositivo nei confronti della Commissione che verrà nominata, se passa il referendum, per predisporre la proposta di integrazione dello Statuto del Comune di San Fermo della Battaglia affinchè al Comune di Cavallasca (cessato) siano assicurate adeguate forme di partecipazione, di decentramento dei servizi e la salvaguardia del proprio territorio e patrimonio.

Il Progetto per la Fusione dovrebbe essere illustrato in pubbliche assemblee ed affisso all’albo pretorio dei due comuni, alla stessa stregua di quanto dispone l’art. 71 del T.U. 267 del 18/8/2000 per i candidati Sindaci alle elezioni amministrative cui viene richiesta la presentazione di un Programma Amministrativo affinchè ogni cittadino ne abbia conoscenza e funga da base per la predisposizione delle Linee Programmatiche che il Sindaco neoeletto presenta al Consiglio Comunale.

 

Gino Caretto

 

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A San Fermo della Battaglia, Irpef 0,35% (Cavallasca 0,8)

Viva SAN FERMO Della  BATTAGLIA!

ADDIZIONALI IRPEF
Le addizionali IRPEF vigenti possono essere suddivise in due tipologie:

  • Regionale

  • Comunale

Tale imposte si applicano ai contribuenti –residenti e non residenti- per i quali, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’IRPEF
Aliquota e addizionale comunale
I Comuni possono deliberare l’applicazione di un’addizionale non superiore allo 0,8% ed, eventualmente, una soglia di esenzione, al superamento della quale va tassato l’intero reddito complessivo.
Tale delibera è efficace solo dopo che è stata pubblicata sul sito internet dell’ A.E. (Agenzia delle Entrate).
Tuttavia, dopo la pubblicazione, gli effetti si producono dal 1° gennaio dell’anno di inserimento nel sito informatico.
I Comuni possono anche stabilire più aliquote, ma in tal caso devono utilizzare esclusivamente gli stessi scaglioni di reddito stabiliti ai fini IRPEF nel rispetto del principio di progressività.
Quindi si avrà o una aliquota unica o 5 aliquote diverse per 5 scaglioni.
In caso di mancato rispetto del patto di stabilità previsto per i bilanci degli enti locali, l’aliquota può essere aumentata ulteriormente dello 0,3% (Caso Cavallasca).

Il Comune di COLVERDE, con delibera nr. 13 del 27/03/2015, ha confermato per l’anno 2015 l’aliquota unica dello 0,30 %

Anche il Comune di SAN FERMO DELLA BATTAGLIA con delibera nr. 4 del 18/03/2015 ha confermato l’aliquota unica dello 0,35% sul periodo precedente – anno 2014.

 

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IO Voto SI

Vivo a Cavallasca da soli 3 anni ma…….mi sono bastati per notare che i servizi sono gran pochi e l’attenzione al cittadino quasi nulla…la scuola e l’asilo mi sembrano strutture poco curate…i locali sotto la piazza vuoti da tempo e nessuno incentivato ad aprire qualche attività, non esiste più nemmeno uno sportello bancomat dove poter prelevare senza doversi per forza spostare in auto… Villa Imbonati personalmente mi pare quasi sprecata per degli uffici comunali, anche se ammetto che la fortuna di veder celebrato il mio matrimonio in una sala tanto bella altrove non l’avrei avuta….. in compenso San Fermo è un paese ben vivace, che garantisce tanti servizi e ha un asilo e una scuola completamente rinnovati e con spazi più che adeguati alle esigenze dei bambini…una discarica comoda lontana dal centro e aperta più giorni la settimana, da anni e anni ormai il paese si è rinnovato e abbellito, anche questa storia del parcheggio dell’ospedale…sul cui pagamento o meno si può anche non essere d’accordo, però tutto è nato per tutelare anche i residenti…ha portato soldi nelle Casse di un comune che aveva voglia di migliorarsi e crescere…ma ai cittadini l’idea di un ospedale che avrebbe stravolto abitudini e ritmi del paese e che avrebbe portato anche qualche espropriazione e qualche sacrificio per le abitazioni nelle vicine aree andava fatta digerire..ed ecco che grazie ai soldi del parcheggio il comune è rinato e i Sanfermini non pagano…non mi sembra così inadeguata e scandalosa la cosa….
Dimenticavo……..anche gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali qui sono scandalosi….

Una nuova cittadina di Cavallasca ex sanfermina
borsellino 4

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